Detto tra noi

Se Innocenti spegne il fuoco noi, al contrario, lo attizziamo

venerdì, 1 marzo 2013, 23:53

di aldo grandi

Dopo la prova di carattere che i giocatori rossoneri hanno mostrato a Ferrara e il grande risultato ottenuto in terra labronica dove hanno strapazzato il Rosignano portandosi ad appena quattro lunghezze dal Piacenza capolista, ci attendevamo un ambiente rossonero galvanizzato e, finalmente, capace di entusiasmo. Leggiamo, invece, che mister Innocenti ha definito la prossima gara casalinga con la Massese non decisiva ai fini della stagione e dell'intero campionato. Buon per lui anche se immaginiamo che, la sua, sia una sorta di pretattica per non caricare eccessivamente i suoi giovani guerrieri di eccessiva responsabilità. Tralasciando, però, il comprensibile atteggiamento del tecnico rossonero, vorremmo, intanto, salutare Marino Taddeucci che dall'alto delle sue 17 reti stagionali saluta chi, qui a Lucca, per un motivo o per l'altro, lo ha lasciato andare via quando lui, pur di indossare la maglia rossonera, avrebbe fatto i salti mortali. Questione di soldi? Li vale tutti in questa categoria! Poi passeremmo alla società la quale, consentitecelo, dopo aver risucchiato la bellezza di tre punti alla capolista, dovrebbe caricare non la squadra, ma l'ambiente a mille e anche di più. Invece, come accade, ormai, da tempo, il mosciume la fa da padrone.

Noi vogliamo, per quel poco che conta e che vale, lanciare un appello alla città proprio per la gara di domenica prossima contro la Massese al Porta Elisa. Non è una gara importante, è qualcosa di più, è il banco di prova oltrepassato il quale, in caso di vittoria, la squadra avrà acquisito ancora maggiore fiducia nei propri mezzi e sarà pronta per il rush finale. Per questa ragione tutti coloro che amano il calcio e che tifano Lucchese, devono stringersi attorno a questi ragazzi, foss'anche solo per una domenica, ma non tergiversiamo, non esitiamo, non culliamoci in sogni senza senso. Il futuro è nel presente, qui e adesso: domenica il Porta Elisa deve tornare ad essere quello che era una volta, certo, non ai tempi del pienone comke contro la Triestina, ma con un'adeguata cornice di pubblico se si vuole, l'anno prossimo, tornare a sognare invece di respirare l'aria, soffocante, di questi campi di periferia. Allora, cari sostenitori rossoneri, la grinta e la mobilitazione che chi scrive riusciva, in qualche modo, a suscitare nei bei tempi andati, dovrebbero poter tornare, almeno domenica prossima, al solo pensare di dove si trovi, oggi, il Viareggio: in finale di Coppa Italia Lega Pro - sì, quella vinta dalla Lucchese a Palermo - e in C1; o, ancora, se si pensa a dove si trovano i cugini nerazzurri: addirittura al vertice del campionato e con concrete chances di andare in serie B. E noi, invece, che qualche anno fa guardavamo dall'alto queste due compagini, siamo ancora qui a domandarci se sia giusto o meno caricare l'ambiente in vista della gara contro la Massese. Ma non diciamo stronzate e proviamo, una volta tanto, a guardare oltre, ad osare, a tentare il tutto per tutto e a far capire ai cugini massesi che la Lucchese non solo non teme nessuno, ma vuole battere tutti. Noi, domenica, saremo allo stadio. Fiduciosi che anche chi, una volta, c'era sempre e adesso non c'è più, per una sola domenica accolga il nostro appello e torni al Porta Elisa. Lo meritano i giocatori e lo merita, anche, questa società.



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