Detto tra noi

Che fate, ci cacciate?

giovedì, 13 giugno 2013, 00:11

di fabrizio vincenti

E' arrivato il caldo. Ce ne siamo accorti. Aumenta la sudorazione e il cervello tende a rallentarsi. La stanchezza prende piede e la memoria batte in testa. Basta vedere gli ultimi sviluppi della vicenda sulla concessione dello stadio alla Lucchese per rendersene conto. Il concetto fondamentale che si sta tentando di far passare, vede la Lucchese al pari di una banda di insensibili alle esigenze degli sport minori e per ultimo persino non rispettosa degli accordi sottoscritti. 

Ci tiriamo un pizzicotto e proviamo a svegliarci prima di perdere del tutto la pazienza. La realtà dice solo una cosa, ovvero che in un anno il Comune di Lucca, non ci interessa qui sindacare se nella persona del delegato allo Sport, del primo cittadino, dei funzionari o di chi volete voi, ha sistematicamente disatteso le richieste anche minime avanzate dalla società rossonera, arrivando al punto che lo stesso Tambellini nemmeno si è mai recato allo stadio per una gara dei rossoneri. Interesse zero-virgola-zero. 

Ma il punto non è naturalmente questo, libero il primo cittadino di andare dove crede la domenica, augurandoci naturalmente che diserti, a differenza dello scorso anno, anche la presentazione in piazza se dev'essere solo l'occasione in cui recitare il bel sermone sulla valenza sociale ed educativa dello sport. Quest'anno, oltretutto, si troverà di fronte un presidente rossonero che è pure, politicamente parlando, un renziano di strettissima osservanza. Peggio del diavolo per certi ambienti del Pd. 

La questione seria, però, è su quello che ha fatto o non fatto il Comune. E qui arrivano le dolenti note in rapida successione: in dodici mesi, ad oggi, zero novità sugli impianti, zero sulla concessione per il Porta Elisa, zero sul contenimento delle spese per le utenze a carico della Lucchese, zero risposte sui costi di straordinaria manutenzione sostenuti dalla società rossonera, zero sulle imposte abnormi in materia di pubblicità allo stadio. Tante belle parole e solo quelle nei periodici incontri nei palazzi del potere. Porvvederemo, faremo, studieremo. Da notare che la Lucchese non ha chiesto soldi, ma solo, semmai di non doverne spendere inutilmente: è grave? E' troppo? E' poco commendevole? 

I fatti invece sono andati solo nella direzione di tentare di penalizzare la società. A partire dalll'ipotesi di togliere il campo 4 dell'Acquedotto, che ha uno spogliato, per scambiarlo con altri terreni privi di locali per far cambiare i ragazzi. Al di là delle forme discutibili, chi dà una lettura di quanto ha fatto la Lucchese con la chiusura dello stadio ai pugili senza considerare gli antefatti e le promesse, al momento rimaste tali, o è in malafede o è uno sprovveduto. 

Il bello è che ora si prova pure a scaricare sulla società in modo spudorato. A partire dalla questione degli spogliatoi dello stadio e delle spese per le utenze. Sapete com'è andata? La Pugilistica, pur utilizzando l'impianto tanto quanto la Lucchese, probabilmente di più, ha pagato solo pochissime migliaia di euro negli anni, a fronte di un conto che è nell'ordine della decine di migliaia di euro. Pur comprendendo la difficile situazione di questa piccola e gloriosa società, provate voi a stare zitti quando dovete pagare, e tanto, al posto di altri.

Eppure i dirigenti rossoneri, gonzi, pur avendo più e più volte posto il problema sul tavolo dell'amministrazione, non hanno mai dato vita, per evitare attriti, a passi formali. Con il risultato che il Comune ora, spudoratamente, dice: la convenzione prevede che si debba intervenire noi al posto della Pugilistica qualora non paghi. E in questi mesi, anzi anni, l'amministrazione comunale non sapeva quanto stava accadendo oppure si appella al fatto che non è mai stata inviata una raccomandata con ricevuta di ritorno? Si parla di soldi che la Lucchese non avrebbe versato come cauzione, ma vogliamo dire che solo per le riparazioni all'impianto elettrico la società rossonera attende da mesi che il Comune precisi come intende restituire una cifra vicina ai 20mila euro che avrebbe dovuto pagare in quanto lavori di straordinaria manutenzione che sono a carico del proprietario?

Di più: in Comune c'è uno strano clima quando si parla di Lucchese. Troppe volte viene detto: abbiamo tante società, voi siete una, dobbiamo accontentare tutti. Un ragionamento che fa un torto evidente, perché equipara cose che uguali non sono. Con tutto il rispetto per l'Atletico Lucca, il Lucca7, l'Oltreserchio e via dicendo, la Lucchese è altra cosa. Talmente altra cosa da rappresentare la città, visto che la Figc, quando ha dovuto assegnare il titolo sportivo dopo i fallimenti, ha sempre chiesto al primo cittadino una dichiarazione scritta. Sono fuori strada per sensibilità o per calcolo.

A concludere la rassegna sui primi caldi, arriva ora la notizia che la stessa convenzione sarebbe a rischio. Il che vorrebbe dire buttare fuori la Lucchese dal Porta Eilsa. Non può che essere un bluff sgangherato per tanti motivi, anche di ordine economico, e del resto anche la Lucchese sta giocando una partita a poker. Non abbiamo il prosciutto sugli occhi. Ma solo l'idea di aver preso in considerazione l'ipotesi, dà la dimensione in cui viene tenuta di conto la Lucchese. E allora ci viene da dire: che fate, ci cacciate? La Lucchese e tutti coloro che la seguono? Provateci, se ne avete il coraggio. Altrimenti accontentatevi di giocare a briscola in qualche circolino della periferia lasciando perdere il poker.

 



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