Detto tra noi

Eppur si muove...

giovedì, 6 giugno 2013, 20:24

di fabrizio vincenti

Non ci prendiamo in giro. La situazione, per certi versi kafkiana, in cui si è trovata la Lucchese non sta facendo piacere a nessuno. E non è del tutto tranquillizzante, per quanto i messaggi che arrivano dall'interno sono improntati all'ottimismo. Quello a cui stiamo assistendo è un passaggio molto delicato, probabilmente destinato a cambiare volto alla società rossonera oltre le previsioni iniziali. Un dato che appare certo è che è andata in frantumi l'unità del gruppo che mano a mano si è costituito in questi due anni. 

Non ci interessa, né vogliamo fare la conta o attribuire responsabilità, ma le ultime vicende, a dispetto di qualche malalingua che continua a insinuare che il problema dei problemi sia di Bacci, ovvero dell'ammontare debitorio in carico all'attuale società  e che il nuovo proprietario dovrà ripianare, è prima di tutto una resa dei conti tra i soci attuali. Non è un bello spettacolo e comunque vada deve essere chiara una cosa. Prima di tutti loro e di ognuno di loro deve venire la Lucchese. Obbligatorio quindi che una via di uscita vada trovata.

Come? Non sta a noi dirlo. Non sappiamo, probabilmente nessuno all'esterno, come stanno esattamente le cose. Ma non accettiamo che si giochi con la Lucchese. A noi di tattiche dilatorie, di conti da regolare, di quote da versare o da restituire non interessa nulla. La strada, piaccia o no, e a qualcuno pare ormai evidente non piaccia per nulla, è quella che porta ad Andrea Bacci. Provare a tornare indietro o anche solo minare il percorso potrebbe essere, a questo punto, un suicidio. Un'ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione. 

Eppure, sotto traccia, qualcosa si muove. Dal punto di vista tecnico, molte scelte paiono essere sul punto di essere concluse, da quello societario i progetti, per quanto ancora da illustrare nei dettagli, a partire da quello sul settore giovanile, al centro di ogni progetto che si rispetti, troppo spesso lasciato solo sulla carta, ci sono. Vanno affinate molte cose. A partire, tanto per non mandarla a dire, dalla comunicazione. La scelta di non accompagnare da nessuna spiegazione la decisione di chiudere gli spogliatoi e la luce alla Pugilistica Lucchese ci è parsa semplicemente suicida.

Un modo per farsi gettare fango addosso, gratuitamente. Bastava, e le ragioni ci sono tutte, dire a chiare note come stanno davvero le cose e come il Comune non sta, per ora, dando risposte. Molti a quel punto avrebbero capito il gesto estremo. Si è scelta invece la strada della via di fatto non accompagnata da spiegazioni. Una gestione, a nostro avviso, pessima per un problema, invece, vero e che la Lucchese ha tutto il diritto di urlare alla città. Eppure, al di là di questo, vediamo che qualcosa si muove. Ecco perché continuiamo a restare ottimisti. Malgrado tante Cassandre. Del resto, si sa, quelle a Lucca non mancano mai. 

 



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