Detto tra noi
giovedì, 18 luglio 2013, 20:27
di fabrizio vincenti
Chiamateci come vi pare. Illusi. Romantici. Scarsamente dotati di senso pratico. Ma la promozione ottenuta a Ferrara dalla società biancoceleste che, grazie alla cessione del nome e del marchio alla Giacomense, ricatapulta il calcio estense tra i professionisti, ci fa una grande tristezza. E lo diciamo in mezzo all'unica consolazione di non dover tornare il prossimo anno su quel campo che, causa traumi infantili, ci crea inquietudine come pochi. Oltre al vantaggio che la Lucchese avrà una rivale di rango in meno in campionato.
I fatti sono noti, la Spal è morta, o meglio si è suicidata per mancanza di prospettive, e ha ceduto armi e bagagli a una piccola ma seria società della provincia, la Giacomense appunto, che il prossimo anno con un'operazione che più che di maquillage sembra uscita da un tavolo operatorio del dottor Jekyil, si iscriverà al campionato di Seconda Divisione a cui ha diritto di partecipare, cambiando nome, colori e marchio. Una fusione a freddo? Un trapianto di organi? Chiamiamolo come volete, ma non ci piace per nulla.
Più o meno come se la Lucchese avesse fatto armi e bagagli e fosse stata rilevata dal Lammari. Che, a sua volta, diverrebbe rossonero, giocherebbe al Porta Elisa, pur mantenendo giocatori, staff e struttura precedenti. E via tutti allo stadio a tifare la nuova creatura. Siamo sinceri: a noi sarebbe venuto un ictus, senza nulla togliere alla piccola e gloriosa società della Piana. Troppo snob? Può darsi, ma il calcio è fatto di storia, di identità e anche di gerarchie e l'idea, che una società gloriosa, per quanto in cattive acque, debba chiudere i battenti e cedere gli ori di famiglia a una realtà di un sobborgo che ha a malapena 300 spettatori ci riempie di tristezza.
Saranno pure tempi magri e saremo pure di bocca poco buona, ma al loro posto preferiremmo una Lucchese in serie Z rispetto a una che s'impianta su una storia non sua, oltretutto, e questo è un altro passo in avanti, o meglio indietro, nella deriva del calcio, senza che sia fallita. Il tempo sanerà anche questa bizzarra alchimia e tra qualche anno nessuno si ricorderà della circostanza. Della Giacomense resterà solo qualche foto ingiallita nelle sue divise grigiorosse; la Spal sarà Spal, meno che nei cori beffardi di qualche tifoseria rivale. Noi saremo idealmente lì, divisi tra la voglia di sbeffeggiare i rivali e provare un senso di intima vicinanza ai tifosi ferraresi. Una categoria non vale mai un nome o una maglia.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
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Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.