Detto tra noi
lunedì, 16 settembre 2013, 14:29
di fabrizio vincenti
"Caro Fabrizio, ho riflettuto tantissimo prima di scrivere queste due righe ma una lunga e tormentata riflessione mi impone di prendere il coraggio a due mani e di esternare cio' che sento. Dopo gli ultimi sviluppi sulla telenovela Lucca United - Bacci e le altrettanto chiare e decise prese di posizione di Gazzetta nei nostri confronti ho chiaramente evidenti difficoltà di collaborare con il giornale e con chi lo guida, mi pare contraddittorio "convivevere da separato in casa" e a questo punto preferisco farmi da parte sia come professore rossonero che come collaboratore domenicale. Questo deve avvenire chiaramente nel totale rispetto delle rispettive opinioni sportive e ancor di piu' per il trentennale rapporto di amicizia che ci lega, sperando che alla fine di questi percorsi "paralleli" ci incontreremo di nuovo festeggiando magari la nostra beneamata che, son sicuro resta in testa ai nostri pensieri. Con immutata stima ed affetto".
La comunicazione, giunta via email, che avete appena finito di leggere proviene da Luca Borghetti, alias il professore rossonero, che dunque, di sua sponte e, come dice lui, dopo una tormentata riflessione, condotta principalmente sui social network dove ha esternato più volte i suoi dubbi verso il sottoscritto e la linea (quale linea?) si è deciso a prendere il coraggio a due mani e ha deciso di chiudere con Gazzetta. Ci sorprendiamo. Perché avviene a distanza di soli dieci giorni dal momento in cui a Gazzetta ha confermato il suo impegno sancito dall'accredito per la tribuna stampa per le gare casalinghe. Se di linea si può parlare, allora, evidentemente, è drasticamente cambiata proprio nelle ultime ore. O forse c'è stata una goccia che ha fatto traboccare il vaso, rendendo necessario un atto estremo. Quasi drammatico. Peraltro non preceduto da uno straccio di telefonata. Evidentemente il nostro articolo "Buoni e cattivi" è stato davvero traumatico. Nonostante tutto, ci fa piacere, perché forse ha davvero colpito nel segno e speriamo risvegliato la voglia di discutere senza guerre di religione, proprio quelle che alcuni pare non riescano proprio a non fare. Il nostro pezzo, lo ribadiamo per i pochi sordi di turno era un invito a superare le posizioni inconciliabili, non un invito ad allargare le distanze. E a Stefano Galligani che ci scrive per dire che ci sarebbe tanto da dire su quell'articolo proponiamo, se vorrà, un'intervista sull'argomento.
Per quanto ci riguarda, mai e poi mai abbiamo chiesto a chicchessia cosa dovesse scrivere o, peggio ancora, censurato alcunché. E' un comportamento che va contro il nostro modo di pensare, sull'argomento di orientamento totalmente liberale: fatte salve le offese, tutti hanno il diritto di scrivere. Non c'è una linea intransigente. Quella la lasciamo agli orfani della Pravda. Fondamentale è che sulle opinioni non si cerchi di andare sul personale o, peggio, di infangare persone o costruire complotti. Sono storie, queste, che non ci appartengono. Mai e poi mai avremmo chiesto a Luca un passo indietro. Le opinioni diverse arricchiscono. Chi le fa e chi le legge. A Luca e a tutti loro che continuano a dividere il mondo (anche quello rossonero) in buoni e cattivi ricordiamo cosa disse il più grande giornalista del secolo scorso: "Siamo una palestra non una chiesa". Mai avuto paura di confrontarci con chi ha un'altra idea. Mai avvertito disagio, o peggio tormento, perché qualcuno non la pensa come noi. Anche tra chi ci è vicino. Ecco perché qui lo spazio ci sarà sempre per chi ha idee diverse e anche opposte. Purché ci sia il rispetto che, aggiungiamo, al di là delle vuote parole di circostanza, stavolta non c'è stato. Peccato.
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E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
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Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.