Detto tra noi
martedì, 31 dicembre 2014, 14:33
di fabrizio vincenti
Inutile cercare i distinguo. Nel mezzo del polverone delle bollette colpevolmente non pagate, nonostante accordi scritti, dal Comune alla Lucchese, c'è finita sua malgrado anche la cooperativa di Lucca United. Che nella vicenda non ha nessuna responsabilità e, anzi, ci risulterebbe persino vantare un piccolo credito verso la società rossonera. E' vittima della situazione. Lo stacco degli interruttori è un atto che è inevitabilmente destinato a riportare indietro l'orologio a quest'estate, quando i rapporti tra Comune, cooperativa e Lucchese erano a dir poco incandescenti. Dei rapporti tra Comune e Lucchese diremo tra poco, per quanto riguarda Lucca United e la società rossonera in questi mesi, grazie alla buona volontà di molti, le posizioni si erano notevolmente riavvicinate. Alla luce, scusate il gioco di parole, degli ultimi fatti, probabilmente tutto il lavoro di ricucitura è destinato a subire un altro stop. E noi siamo tra quelli che di questo ci dogliamo. Non poco. Il distacco delle luci, se era l'unica strada, lo avremmo fatto il 2 gennaio, una volta fatta la festa di Lucca United, che ha pure finalità benefiche, spiegandone bene le motivazioni. Che non sono contro Lucca United né altri.
Detto questo, però, è bene per l'ennesima volta ripetere dove stanno le colpe, senza scaricare sulla Lucchese il risentimento più legittimo di alcune società colpite di rimbalzo dalla vicenda. Le responsabilità si trovano tutte o quasi, come questa estate, a palazzo Orsetti. La vicenda dei rapporti tra la Lucchese e il Comune, lo sottolineiamo, nasce molto prima dell'arrivo di Andrea Bacci a Lucca. Nasce da promesse mai mantenute, nasce dal rapporto mai sereno con l'assessore allo Sport, nasce da una serie di "buche" che avrebbero fatto perdere la pazienza a un santo. Le vogliamo ricordare di sfuggita? La Lucchese ha perso uno dei suoi storici impianti per gli allenamenti, il campo 4 dell'Acquedotto. A favore del Lucca Rugby e dell'Atletico Lucca. In cambio gli è stato concesso il campo 2, senza spogliatoi. Ma con la promessa che sarebbero stati istallati almeno i fari per consentire allenamenti a ciclo continuo. Sapete quando sono arrivati i fari? A novembre. Nonostante le reiterate promesse. Tutte le formazioni giovanili rossonere hanno un solo spogliatoio per cambiarsi.
Di più: ricordate la storia delle amichevoli estive da disputare a Saltocchio? Saltò la prima perché la Questura dichiarò inagibile il campo. Prontamente l'assessore Tuccori replicò che quello era il migiior impianto comunale e che entro breve tempo si sarebbe aggiustato tutto. Al punto da sbilanciarsi che le successive amichevoli sarebbero state disputate lì. E' fallita la Fortis, siamo a fine anno: Saltocchio è ancora inagibile. Ne volete un'altra? Eccola: fallimento Fortis: il curatore sigilla gli impianti, utilizzati per le gare anche dei rossoneri, e Tuccori, che evidentemente le fa un po' troppo facili o non ha cognizione reali dei problemi, dichiara che entro pochi giorni il problema sarebbe stato risolto. Anzi, che le chiavi sono già di nuovo in Comune. Mica vero, ci vogliono oltre venti giorni e la Lucchese deve fare le volture. Morale: se ne riparla nel 2014.
Sulla vicenda delle luci e dei contatori, siamo un passo oltre questa estate. Nel senso che mentre le promesse comunali, ma anche le accuse reciproche, si sono sprecate sino a settembre in una sorta di lotta senza quartiere, dai primi di quel mese c'è un documento che sottoscrive un accordo. C'è anche, pare, una promessa per quanto riguarda il pregresso. Per chiudere lì la questione e ripartire. E il Comune che fa? Nulla. Promette. Rassicura. E nemmeno trova la copertura per i pagamenti se non parziale e in questi giorni. Nonostante le promesse, l'accordo, le telefonate di sollecito. Zero euro. Tanto paga Pantalone. In questo caso la Lucchese. Che avreste fatto voi, se vi foste trovati a continuare a pagare bollette per utenze non vostre dopo mesi e mesi?
La scelta di Bacci, in una città abituata a camminare felpata e a sputare sempre alle spalle, è stata chiara: ha annunciato che mollava un cazzottone e lo ha mollato. Viva la sincerità. Dall'altra parte, solo balbettii e nemmeno una telefonata. Il sindaco, si sa, è persona troppo orgogliosa. E poi non sopporta Bacci, anche perché renziano della prima ora. Già, la politica. A tirarla in mezzo, con storie di complotti è proprio l'amministrazione comunale. Che vede ombre e manovre da tutte le parti e che invece farebbe bene a guardarsi dentro. E avere il coraggio di ammettere i propri errori. E cambiare uomini e direzione. Parafrasando il don Abbondio dei Promessi Sposi citati anche di recente dal primo cittadino, però, il coraggio uno non se lo può dare. E in questa città ci sono amministratori che si nascondono dietro la congiura per non ammettere le proprie incapacità e inadeguatezze. Lapalissiane.
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