Detto tra noi
lunedì, 13 ottobre 2014, 18:22
di fabrizio vincenti
Quella passata non è stata certo una settimana facile per l'ambiente rossonero. Una settimana peraltro cercata. Nel senso che se sono emerse difficoltà nei pagamenti del premio promozione non è certo che si possano accampare scuse. La realtà quelo dice. E senza nulla togliere, come fanno taluni, tutti i meriti che questa società ha collezionato. Inutile stare a ripeterli. Per due motivi.
Primo, perché l'ingratitudine è insita nella natura umana. Con quella si deve sempre fare i conti. Come pure con la memoria corta. Secondo, perchè non sottraggono nulla al fatto che nel caso dei premi promozione si sarebbe dovuta gestire l'intera situazione in ben altro modo. Ma che la società scivoli, magari in buona fede, sulle bucce di banane è questione di tutti i giorni o quasi.
Detto questo, ci permettiamo di ricordare ai critici a oltranza due cose: la prima è che se la Lucchese, formazione Allievi, quest'anno gioca a Vinovo contro la Juventus e ben figura, mentre lo scorso anno se la vedeva con lo Juventus Club della Versilia: un merito di questa società ci deve pure essere. Secondo: in quarant'anni non abbiamo praticamente quasi mai visto imprenditori lucchesi mettere mano al portafogli per la Lucchese. Una ragione ci deve essere. E con essa anche un maggior grado di tolleranza verso chi, piaccia o no, ci sta mettendo la faccia e i soldi. Pochi? Bene, se qualcuno può fare meglio, prego si faccia avanti. La statistica non è con lui, visti gli ultimi decenni.
Chiaro che non si può non rimanere comunque sorpresi e increduli di fronte a esternazioni smentite a distanza di pochi giorni. L'iniziale mancata firma della convenzione, poi sottoscritta senza che fosse cambiata una virgola, quasi un bluff, come la vicenda, mai chiarita del presunto contatto telefonico tra il presidente Bacci e il questore per la vicenda dei possibili daspo, lasciano perplessi. E contribuiscono a creare un clima che non fa bene per niente. Ci pare, una volta in più, che la società non abbia una sua direzione unica di marcia. E rinnoviamo l'invito a dotarsi di un direttore generale quanto prima, a meno che il presidente non intenda impegnarsi maggiormente in prima persona nella Lucchese, mentre siamo ancora in attesa di sapere se Giorgio Rosadini ha terminato le sue ferie, visto che comunicati ufficiali in merito non sono mai giunti.
Da Ferrara in poi, città davvero stregata per i rossoner quanto bella, la Lucchese ha inanellato prestazioni a scartamento ridotto e punti zero. Quattro gol subìti, zero fatti. Un ruolino di marcia che va rapidamente modificato. Altrimenti tutto rischia di farsi maledettamente difficile. E qui, si badi bene, non si pensa che questa squadra possa recitare chissà quale ruolo nel campionato. I suoi limiti sono evidenti.
Tanta gioventù, poco peso in attacco, esperienza in categoria quasi nulla. Può fare bene se va sulle ali dell'entusiasmo. Altrimenti possono essere dolori. Ecco perché serve rialzarsi alla svelta e riprendere consapevolezza che la propria forza passa dall'aggressività e dalla voglia di spaccare il mondo. A L'Aquila, per esempio, il primo tempo è stato di tutt'altro tenore. E la ripresa, condotta decisamente meglio, non è bastata stante la sterilità offensiva. Si deve ripartire quanto prima. Tutti insieme. Nessuna componente esclusa. Senza dimenticare che la priorità delle priorità è la salvezza. Le polemiche e i veleni, alla lunga, sono letali. Vale per tutti. Nessuno escluso.
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