Detto tra noi
giovedì, 28 maggio 2015, 15:59
di fabrizio vincenti
Due parole sulla festa dei 110 anni sono d'obbligo. Anzi, sono ben spese. Come sapete, eravamo coinvolti direttamente, e dunque non sta a noi giudicarla. Quello che possiamo dire, però, che ci è piaciuto lo spirito, non di parte, con cui tutti si sono prestati a dare una mano. E' nata e cresciuta all'insegna della spontaneità e forse proprio per quello, sbavature comprese, è stata gradita da tutti. O almeno così ci parso. Dietro il coro di San Michele, dove nacque la Lucchese, c'erano generazioni di tifosi. Senza distinzioni, senza etichette. Era quello che ci auguravamo.
E alla festa c'era praticamente anche tutta la Lucchese. Giocatori, allenatore, direttore generale, medico, massaggiatore, addetta stampa, responsabile della biglietteria, segretario, esponenti del settore giovanile, a partire da alcuni giocatori, un buon numero di soci. Praticamente tutti meno che l'autista del pullman che porta i rossoneri in trasferta. E il presidente Bacci. Il quale, ben conscio che la miglior difesa è l'attacco, ha lamentato il mancato invito ufficiale.
In pratica, in una intervista a La Nazione, Bacci ha spiegato, con un pizzico di inconfondibile vittimismo, che nessuno lo ha interpellato: ecco perché non era presente. Messa così sembra quasi uno sgarbo istituzionale, mai nemmeno pensato da qualcuno e per il quale, però, bontà sua, ha detto che non vuole polemizzare ulteriormente. E a riprova, ha sfidato chiunque a dimostrare il contrario, ovvero che è stato chiamato da qualcuno. Vero: nessuno, a quanto ci risulta, lo ha chiamato personalmente.
Peccato però che dell'evento fossero a conoscenza tutti in società e da molto tempo, che Galli avesse partecipato a due riunioni organizzative, che l'indicazione dentro la Lucchese fosse di partecipare nella misura maggiore possibile all'evento. Come è effettivamente stato, a riprova che la comunicazone interna ha funzionato. Nella Lucchese tutti sapevamo, meno lui. Eppure Bacci sarebbe stato ospite non solo gradito ma anche atteso per spiegare direttamente ai tifosi alcune scelte. Ha perso un'occasione, per quanto i presenti siano sopravvissuti comunque alla sua assenza.
Ci risulta perciò singolare che il presidente non venga informato da nessuno, nemmeno dal suo direttore generale, al quale evidentemente il numero uno rossonero preferisce rivolgersi solo per ripetere che si deve cambiare l'allenatore,troppo un gran signore, non abbastanza bravo per gli ambiziosi programmi futuri. Facciamo davvero fatica a pensarlo. Se così fosse, allora bene se la riprenda con chi lo circonda, evitando l'ennesima polemica gratuita verso l'ambiente rossonero. Che anche grazie a certe sparate e agli ennnesimi ritardi sta nuovamente ammosciandosi.
Una polemica doppiamente stonata sia perché la Lucchese, come detto, è stata abbondantemente coinvolta, ma ha declinato una partecipazione a titolo oneroso per contribuire alla spesa, per nulla indifferente, dell'organizzazione; sia perché, dati alla mano, se fosse stato per la società rossonera questo 110° anno di vita sarebbe passato nel totale anonimato. Nessuna iniziativa è stata portata a compimento, come del resto annunciato dallo stesso Bacci in una trasmissione televisiva di qualche mese fa a Noitv quando, con fare serio, disse che preferivano concentrare le energie altrove. Probabilmente a pagare le bollette scadute.
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