Detto tra noi

Il sogno di un sognatore

giovedì, 5 novembre 2026, 16:25

di fabrizio vincenti

Sembra la trama di un film, che parla di un amore che dura praticamente da una vita senza che i due protagonisti siano mai riusciti a unirsi. Si sono sfiorati. Toccati. Incrociati in altri ruoli. Ma mai in quelli principali. Sino al colpo di scena. La storia tra la panchina della Lucchese e Massimo Morgia ha davvero dell'incredibile, il nome del tecnico ormai lucchese di adozione è stato incrociato più e più volte con quello del club, personalmente ne ricordiamo almeno  due-tre occasioni, senza che però ci fossero le condizioni per chiudere. Vuoi per la non sufficiente fiducia riposta in chi era ai vertici societari, vuoi per i timori emotivi del tecnico che alla Lucchese è davvero legato. E non a corrente alternata, come spesso in questo mondo accade. 

La scelta di accettare la proposta del presidente Brunori e di sedersi su quella panchina è sorprendente ma fa bene al calcio o almeno a chi lo vive con passione. Il compito che attende Morgia è pesante, l'eredità lasciata da mister Bernardini non è facile da caricare sulle spalle perché va rigenerato un gruppo che ha indubbiamente valori importanti – e lo si è visto in alcuni sprazzi di queste prime gare stagionali – ma che ha altresì mostrato limiti caratteriali e nelle prestazione individuali a dir poco sconcertanti. Il cambio in panchina era inevitabile, ci si può chiedere se poteva arrivare prima dopo che era ormai chiaro che Bernardini non riusciva a gestire più la situazione, ma la domanda è destinata a cadere nel vuoto. E' andata così e forse era giusto dare al tecnico romano tutte le possibilità per provare a invertire la rotta. In ogni caso, è acqua ormai passata e ora i giocatori non hanno più alibi. Con il presente che ci riporta a un tecnico che da giocatore è stato uno dei protagonisti di quella splendida annata arenatasi a Ferrara nel lontano 1978, che ha ricoperto ruoli nel settore giovanile e che soprattutto non ha mai smesso di amare questi colori. I suoi occhi lucide a Forte dei Marmi in occasione di una delle ripartenze per l'ennesimo fallimento mentre allenava il Chieri valgono molto di più di ogni parola. Le emozioni non si comandano, le parole sì. 

Morgia ha avuto coraggio ad accettare la proposta del presidente Brunori, ma anche quest'ultimo lo ha avuto facendosi carico di una scelta che è palesemente riconducibile alla sua volontà. Per il numero uno rossonero sarebbe stato sicuramente più rassicurante scegliere un tecnico esterno, ma forse chi lo pensa non ha chiara la psicologia dell'uomo. Brunori sinora non ha avuto problemi a rompere tabù e dunque ha tirato a diritto per la sua strada anche stavolta, accettando di pagarne le conseguenze e, aggiungiamo, pagandole anche materialmente. Quanto è stato speso quest'anno per la campagna acquisti è qualcosa di veramente consistente, visti i nomi arrivati. E la sensazione è che, anche da quel punto di vista, non sia finita qui. La sensazione è che si voglia provare sino a che sarà possibile a essere protagonisti anche in questo campionato che invece potrebbe sembrare già da archiviare. Nel frattempo, però, una grande in bocca al lupo a Massimo Morgia. Un grande sognatore come lui ha coronato un sogno che sembrava impossibile. E di una cosa siamo certi: darà l'anima per regalare alla piazza un altro sogno. 

 



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