Galleria Rossonera

Dalla Lucchese all'Aquila Sant'Anna, passando per il Pisa

martedì, 11 dicembre 2012, 09:45

di diego checchi

Un calciatore mancato e se vogliamo risucchiato dopo il fallimento della Lucchese nel 2008. La sua carriera poteva essere luminosa, invece, adesso, si trova a giocare nell’Aquila Sant’Anna soltanto per divertimento. Valter Roberti avrebbe potuto fare di più perché le sue qualità erano note a tutti. Ma purtroppo il calcio e soprattutto l’andamento delle società, non lasciano spazio per poterle esprimere. È andato al Pisa, ma anche quella società fallì dopo l’anno con mister Ventura in Serie B. Roberti era un punto fermo della Primavera, ma purtroppo ha dovuto mandare giù un altro boccone amaro e ha deciso che il calcio non facesse più per lui e ha iniziato gli studi di economia aziendale a Pisa.

Innanzi tutto quando è arrivato alla Lucchese?

“Di preciso non ricordo, ma credo intorno ai 12-13 anni”.

Chi l'ha portata a Lucchese?

“Sono arrivato alla Lucchese dall'Atletico Lucca dove penso di esser stato selezionato”.

E la sua avventura si è interrotta dopo la Berretti. Per quale motivo?

“Quando è fallita la Lucchese nel 2008 avevo molte offerte da svariate Primavere e decisi di provare a fare tale campionato visto che a Lucca in serie D non mi assicuravano un posto da titolare”.

E poi andò nella Primavera del Pisa..

Lì che cosa successe?

“Esatto.. A Pisa feci un bel campionato da titolare e probabilmente mi avrebbero tenuto anche per l'anno successivo. Ma purtroppo anche il Pisa fallì. Forse avrei fatto meglio a scegliere un'altra Primavera, ma non me la sentivo di stare lontano da casa”.

Andò anche in prima squadra con Ventura?

“Non in partite ufficiali, ma feci diversi allenamenti”.

Qual è il consiglio che le ha dato un allenatore così importante?

“Sinceramente non ho avuto mai l'occasione di parlare con mister Ventura”.

Per quale motivo ha deciso di abbandonare il calcio a certi livelli?

“Dopo l’esperienza di Pisa mi visionarono per rimanere e fare la Serie D con Indiani come allenatore al quale non dispiacevo, ma per diversi problemi con la società non rimasi. Da quel momento in poi è stato tutto più difficile. Diciamo che ho perso il treno..”.

Ha dei rimpianti?

“Forse di non aver avuto il coraggio di trasferirmi dopo il fallimento della Lucchese”.

Per quale motivo non si è trasferito?

“Perchè non me la sentivo di stare lontano da casa e dalla famiglia. Quell’estate feci un provino di dieci giorni a Verona ma non riuscivo proprio a dare il massimo perchè con la testa ero, probabilmente, a casa”.

E adesso dove gioca?

“Adesso gioco nell'Aquila Sant'Anna dove posso divertirmi e non è molto impegnativo così da potermi dedicare anche allo studio”.

Che tipo di studi sta facendo?

“L’Università di Economia di Pisa”.

Che tipo di lavoro vorrebbe fare?

“Magari il manager in una grande azienda”.

Tornando al calcio, qual è stata la sua partita più bella con la maglia rossonera?

“Feci un gran bel campionato con la Berretti e forse la più bella fu proprio l'ultima di campionato alle finali contro il Padova”.

Che cosa ne pensa della Lucchese di adesso?

“Non la seguo molto ma spero riesca a tornare tra le professioniste”.

Ha stabilito delle amicizie nel calcio?

“Sì, certo. I vecchi compagni”.

Tutti?

“Non tutti, ma tanti, con cui sono ancora in contatto”.

 



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