Galleria Rossonera

Giulio Donati, quando il rossonero si tinge d'azzurro

lunedì, 24 dicembre 2012, 15:02

di diego checchi

Giulio Donati, un giocatore cresciuto a Lucca e poi in grado di spiccare il volo verso altri lidi con esperienze in Serie A e B e anche nella Nazionale Under 21. Anche lui era un patrimonio importante della società Fouzi Haji, ma il fallimento lo ha portato via da Lucca come tanti altri giovani interessanti che hanno avuto la loro consacrazione in altre “piazze” e si sono tolti delle belle soddisfazioni ricordando pur sempre volentieri, Lucca e la Lucchese. Donati adesso è al Grosseto e milita nell’Under 21 di Devis Mangia. A lui abbiamo voluto fare un’intervista che spazia a 360° sul calcio e sulla sua carriera.

Come và la stagione con il Grosseto?

“Con il Grosseto purtroppo non siamo ancora riusciti a trovare i giusti equilibri, i giocatori sono validi e penso che nel 2013 possiamo risalire la classifica e raggiungere la salvezza”.

Quali obiettivi ha a livello personale?

“I miei obiettivi sono quelli di giocare con continuità per far esperienza, fare gli Europei a giugno con l' Under 21 e poi vedere cosa succede per la prossima stagione”.

Ci può raccontare l'esordio in Serie A a Milano quando si occupava della marcatura di Ronaldinho?

“È stata una bellissima esperienza! Esordire in Serie A contro una squadra di campioni di quel calibro è stato affascinante”.

Come si è trovato all’Inter? Quali consigli le ha dato un tecnico come José Mourinho?

“All'Inter benissimo, sia in Primavera che in prima squadra. Mi hanno accolto con grande umiltà nonostante fossero dei campioni di alto livello. Credo che Mourinho sia ancor prima che un grande allenatore una persona speciale. Ti fa sempre sentire importante e dà grandissime motivazioni”.

Qual è stata la partita che ricorda con maggior piacere quando giocava in neroazzurro?

“L'esordio in Coppa Italia contro il Livorno”.

Segue ancora le vicende della Lucchese?

 “Sì. Sono dispiaciuto di quello che è successo ad una società come la Lucchese perché, sia la città che i tifosi, meriterebbero sicuramente altre categorie. Lucca sportiva non merita di essere dove si trova attualmente”.

Quanto le è dispiaciuto lasciare la squadra che l’ha fatta crescere ed esordire in Coppa Italia con la Pistoiese?

“A Lucca sono arrivato quando avevo 14 anni e ho imparato moltissimo in una città dove mi hanno aiutato ad arrivare dove sono adesso”.

Qual è il tecnico del settore giovanile rossonero che le ha trasmesso di più?

“Sicuramente Paolo Rossi. È stato come un padre, mi ha cresciuto sotto tutti gli aspetti sia calcistici che extracalcistici, con pazienza e passione”.

Come si sta trovando nell’Under 21 italiana? Vestire la maglia dell’Italia e cantare l’inno dal campo, che emozione le dà?

“In Under 21 siamo un gruppo stupendo. Ci vogliamo tutti bene e non c’è invidia, la quale, spesso, rovina anche le squadre più forti. Siamo affiatati e determinati a far bene. Cantare l'inno ti mette i brividi anche dopo diverse volte che lo fai”.

Ha stabilito amicizie nel mondo del calcio?

“Sì, ho stretto molte amicizie ovunque ho giocato. All'inter e a Lecce in particolar modo”.

Che cosa pensa dello scandalo scommesse?

“Del calcio scommesse non ne ho mai voluto saper niente perchè sinceramente credo che tutto quello che è successo, non si limiti ai soli giocatori”.

 

 



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