Galleria Rossonera
martedì, 26 febbraio 2013, 07:55
di diego checchi
Nella sua carriera tanta Serie A e Serie B, ma anche un'esperienza nella Lucchese che ricorda molto volentieri. Gianpietro Piovani detto il “Pio” ha rilasciato un'intervista a Gazzetta Lucchese per ripercorrere i suoi momenti alla Lucchese ma anche per parlare della sua carriera ricca di soddisfazioni. Adesso fa l'allenatore e il suo sogno è quello di poterlo esercitare a grandi livelli.
“Il mio obiettivo è tornare ad allenare tra i professionisti. Ho allenato per tre anni in Serie D e in Lega Pro con il Rodengo Saiano, società poi fallita. Da un mese alleno il Castelsangiorgio, squadra di Eccellenza mantovana. Nella mia testa c'è sempre la voglia di migliorare e di studiare la crescita dei giovani, perchè, soprattutto in Lega Pro e nelle categorie inferiori, si lavora con loro. Ho anche conseguito il master a Coverciano e adesso ho il patentino di Prima Categoria”.
Fa un altro lavoro oltre al mestiere di allenatore?
“Sono concentrato soprattutto su questo mestiere, poi, quando vedrò che non sarò più in grado di farlo, percorrerò altre strade. A me piacerebbe aprire una scuola calcio per ragazzi, anche se per adesso ci sono problemi burocratici. Comunque la mia è un'idea che vorrei realizzare”.
Quanto le manca il calcio giocato?
“Molto. Ho dovuto smettere all'età di 41 anni per un problema al ginocchio, altrimenti ero sempre sul campo a giocare. Nel calcio ho avuto molte soddisfazioni e tra quelle più belle i 10 campionati vinti e le 5 salvezze a Piacenza. Il mio unico rammarico è di non aver provato l'esperienza all'estero quando ebbi l'opportunità: Ranieri mi chiamò a Valencia ma ero troppo affezionato al Piacenza e quindi non accettai”.
Come è cambiato il calcio rispetto a quando giocava lei?
“Il calcio si è velocizzato molto e rispetto al passato c'è molto pressing e aggressività. Gli allenatore lavorano soprattutto su questo”.
Qual è stato l'allenatore che le ha dato di più?
“Ne ho avuti molti, ma quello che mi ha fatto crescere di più dal punto di vista umano è stato Osvaldo Jaconi. Mi ha fatto capire tutti i trucchi di questo mestiere. Ci ho lavorato per sei anni uno dei quali alla Lucchese”.
Che cosa ricorda della Lucchese?
“Lucca è una bella città, eravamo una squadra forte. Sono arrivato a gennaio dal Livorno per rinforzare la squadra e per diversi motivi ci salvammo solamente ai play out. L'anno successivo rimasi a Lucca fino a gennaio con Viscidi in panchina prima di accettare la proposta del Lumezzane perchè volevo avvicinarmi a casa. I tifosi la presero male e quando tornai a Lucca da avversario nei play off, segnai e fui fischiato moltissimo. Ma io ho sempre avuto buoni rapporti con tutti e non ho assolutamente nessun tipo di rancore con qualcuno”.
Quali sono stati i gol più belli che ha realizzato con la Lucchese?
“Ricordo quelli in due derby contro il Pisa”.
Conosce le vicende rossonere degli ultimi anni?
“Sì, ogni tanto parlo con Bruno Russo e mi ha spiegato i fallimenti che ci sono stati e come la squadra sia ripartita dall'Eccellenza. Adesso la Lucchese sta lottando per il primato in classifica contro l'Atletico Pro Piacenza, ma sono convinto che piano piano riuscirà a tornare ai fasti di un tempo”.
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