Galleria Rossonera
mercoledì, 25 dicembre 2013, 08:27
di diego checchi
È impossibile non ricordarsi di Emiliano Frosini, colui che a Farneta ha creato e voluto il club rossonero. Questa sosta natalizia ne abbiamo approfittato per fare il punto con lui e parlare con un tifoso che frequenta lo stadio ormai dal 1941. Ha vissuto i tempi della Serie A e della Serie B, ma anche quelli più bui. Chi meglio di lui può farci capire come è cambiato il calcio nel corso di questi anni e che cosa ci vuole perchè la Lucchese torni ai fasti di un tempo.
Come vede la Lucchese e questo campionato?
“Sono venuto poco allo stadio perchè non sono stato bene. Comunque è un campionato equilibrato ma manca un attaccante che sfondi le difese avversarie”.
Crede alla vittoria del campionato?
“Ci spero, ma ogni anno c'è un avversario da battere. La Lucchese gioca tanto la palla e può darsi che ce la faccia nel girone di ritorno, ma la nostra sfortuna è di aver giocato con la Correggese in casa nel girone di andata. Sarebbe meglio fosse venuta a maggio in condizioni climatiche diverse. In quel caso mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe andata la partita. Siamo stati condizionati dal campo”.
Andare nella Lega Pro unica sarebbe come vincere due campionati.
“Ho fiducia in questo presidente perchè non fa il passo più lungo della gamba. Penso che prima bisogna consolidare la società e sono d'accordo con Bacci quando dice che bisogna andare in Lega Pro per restarci. Credo sia sbagliato avere fretta. L'importante è creare basi solide per il futuro, non è detto bisogna vincere per forza quest'anno. Non vorrei si commettessero degli sbagli o degli arrosti...”.
Cosa ci vuole per ricreare entusiasmo?
“Portare i bimbi e far pagare meno i genitori è una cosa buona, politicamente buona. L'entusiasmo si ricrea partendo da ragazzi più piccoli. Faccio fatica a capire come mai i ragazzi di oggi non amano il calcio come una volta, ma forse perchè hanno troppi vizi e troppe cose sbagliate nella testa. Facendo un esempio, sono uno di quei tifosi al quale non riesce a vedere una partita in tv. Mi piace lo stadio e il folclore che c'è durante i match”.
La miglior Lucchese che ricorda?
“Quella della Serie A composta da: Viola, Bertuccelli, Cuscera, Rosellini, Nai, Scarpato, Nelli. Fu campione del girone di inverno in Serie A. Ricordo che durante quegli anni la Lucchese era la bestia nera della Juventus. Da poco tempo era uscita la Sisal ma la partita Juventus – Lucchese non veniva mai messa sulla schedina perchè il risultato pareva scontato. Invece a Torino finì 2 a 0 per i rossoneri e tutti rimasero increduli. Inoltre ricordo la Serie B e il grande Torino (di cui ero tifoso) che giocò contro la Lucchese”.
Quale partita l'ha maggiormente appassionata?
“Le lotte contro Pisa, Livorno e Fiorentina. I derby. A quel tempo era un divertimento andare allo stadio”.
L'allenatore che le è piaciuto di più?
“È Orrico, ma Erbstein fu il migliore. Lui aveva alle spalle una buonissima società: Paradossi, Fontana, ecc, ecc, tutti dirigenti con la D maiuscola”.
Le piace Pagliuca?
“Si, lavora con i giocatori che ha a disposizione e penso che abbia fatto molto”.
Il suo sogno?
“Faccio un appello al presidente Bacci e a lui dico che prima di morire voglio rivedere la Lucchese in Serie B”.
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