Galleria Rossonera

Biviglia e un anno fantastico all'ombra delle Mura: "Un onore aver giocato nella Lucchese"

martedì, 25 marzo 2014, 08:34

di diego checchi

Nico Biviglia è stato uno di quei centrocampisti che nella stagione trionfale della Serie D con Favarin ha avuto il suo spazio. Era al primo anno di fuoriquota e l’esperienza di Lucca lo ha fatto crescere molto. Dopo tanto tempo siamo riusciti di nuovo a contattarlo e a capire che cosa sta facendo adesso e che ricordi ha di quella stagione.

Cosa sta facendo in questo momento? Dove sta giocando?

“In questo momento gioco col Nocera Umbra, una squadra umbra di Eccellenza e faccio la facoltà di ingegneria a Perugia”.

Che ricordi ha dell'ambiente di Lucca e della Lucchese?

“Ricordi bellissimi e un po' di nostalgia. È stato un anno fantastico sotto ogni punto di vista”.

Chi l'ha fatta avvicinare al calcio che conta e quando ha capito che sarebbe potuto diventare un professionista?

“Al calcio che conta purtroppo (per miei limiti), mi ci sono solo avvicinato avendo giocato al massimo in Serie D. Comunque il calcio è stato sempre una mia passione fin da quando ero piccolissimo. Poi, crescendo, sono migliorato diventando di buona prospettiva. I miei allenatori nel settore giovanile mi hanno sempre spinto a crederci e ho sempre ricevuto l’appoggio dei miei genitori”.

Quanto l'ha fatta crescere Giancarlo Favarin a Lucca?

“Favarin e tutto lo staff insieme ai giocatori più grandi (io a Lucca ero al primo anno di fuoriquota) mi hanno aiutato molto a crescere, sia tecnicamente che umanamente. Soprattutto durante quella stagione sono maturato molto, complice anche il fatto di vivere da solo. È stato un onore poter stare giorno dopo giorno a contatto con quei giocatori fantastici”.

Con quali compagni ha legato di più quando era in rossonero?

“Naturalmente con i ragazzi che vivevano con me: Meola, Inglese, Mariotti Marco, Di Paola, D’Angelo. Ma anche con tutti gli altri, tutti fantastici. In particolare Scandurra è stato un fratello maggiore per noi”.

Cosa pensa della regola degli under?

“Credo dia tante illusioni a un giovane. Grazie a questa regola ti trovi catapultato a giocare in realtà fantastiche con aspettative altrettanto fantastiche. Però rimangono tali se il giovane durante il periodo di fuoriquota non sfrutta l’opportunità per migliorare il più possibile. E finito il periodo della regola, se non sei pronto per la vera e dura realtà di gioco, finisci nel dimenticatoio”.



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