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Esonero, Lopez dà la sua amara versione dei fatti: "Lasciato solo forse perché non faccio metter becco nelle mie scelte"

giovedì, 25 febbraio 2016, 12:58

di diego checchi

È passato qualche giorno e mister Lopez non capisce ancora bene i motivi del suo esonero, che almeno dall'esterno è parso a sorpresa. il tecnico, giustamente, vuole difendersi da alcune accuse circolate sul suo operato e, secondo lui, non fondate. Un’intervista amara ma piena di significati, un congedo da una piazza in cui era stato accolto decisamente bene.

Mister, come sta a livello morale?

“Sto bene, consapevole di aver fatto a pieno il mio dovere e anche nella maniera giusta. Ho preso una squadra penultima e portata a metà classifica. Ho dato un’identità di gioco e valorizzato tanti giovani”.

Si aspettava l’esonero?

“Avevo capito che c’era qualcosa di strano ma non ho avuto mai un confronto con la società. Poi giovedì, quando ho parlato con il presidente, ho capito che si stava rompendo qualcosa perché ha detto cose che non mi sono piaciute. Il giorno successivo ho avuto un confronto con Galli e ho chiesto di avere un rapporto più costruttivo. Evidentemente aveva già deciso di cambiare”.

Sabato è andato in panchina consapevole che sarebbe stato esonerato?

“Ho detto ad alcuni ragazzi più esperti che mi sarei dimesso anche se avessimo vinto e invece sono stato esonerato dalla società. Lavorare con una società che ti tiene all’oscuro di tutto e non ha un confronto costruttivo, non fa per me. Sono stato lasciato molto solo perché, forse, vengo considerato una persona scomoda dato che non faccio entrare nessuno nelle mie scelte. Devo dire, onestamente, che però nessuno mi ha mai chiesto niente, sarei stato pronto a dialogare con tutti. Non vorrei esser considerato il problema della Lucchese e ricordo che ho preso una squadra “retrocessa” e l’ho portata a metà classifica facendo a tratti il miglior calcio della Lega Pro”.

Che cosa porta con sé di Lucca?

“Sensazioni meravigliose. L’unica cosa che non avrei voluto fare sono le interviste contro qualcuno, ma devo difendermi da insinuazioni fatte sul mio conto e non vere. Il presidente mi ha accusato di aver fatto lavorare poco la squadra ma credo che non ci siano altre realtà di Lega Pro dove fanno due allenamenti doppi alla settimana. Quindi lo vedo come un pretesto per mandarmi via. Mi spiace perché penso di aver fatto un ottimo lavoro. È stato detto anche che lo spogliatoio era contro di me, ma con i ragazzi sono rimasto benissimo e non mi sembra ci siano stati grossi problemi. Ripeto: tutte scuse per cacciare una persona perbene, ma scomoda”.

 

 



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