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Giordani: "Il lavoro di Obbedio e Galderisi è, fino a questo momento, ottimo"

sabato, 30 luglio 2016, 17:18

di diego checchi

L'ex mister del Bagni di Lucca Alessandro Giordani sta vivendo un esperienza diversa, quella di vivere il ritiro della Lucchese da una posizione privilegiata e cioè da bordo campo. Per lui è una sensazione senz'altro diversa e ad un giorno dalla fine del ritiro di Reggello gli abbiamo chiesto le sue sensazioni sulla Lucchese che sta nascendo.

Mister Giordani che effetto le fa vivere un ritiro non da protagonista?.

“Innanzitutto si dura molta meno fatica solo per il fatto che non si è impegnati direttamente sul campo. Ma, a parte le battute, si riesce meglio ad apprezzare il lavoro di un tecnico preparatissimo come Galderisi e del suo staff".

A proposito di Galderisi che cosa apprezza di lui?

“E' un tecnico che cura molto i particolari e questo è sinonimo di grande preparazione e voglia sia di migliorarsi che di migliorare ogni aspetto del campo e nello specifico del singolo giocatore. Coinvolge la squadra in esercitazioni mirate ad ottenere ciò che poi i ragazzi dovranno riportare in campo ogni domenica, tenendo tutti sulla corda ma sempre con i giusti modi”.

Quanto è importante uno staff tecnico in ritiro per un allenatore?

“E' fondamentale perchè gli permette di poter differenziare il lavoro innanzitutto fra la parte tecnico-tattica e quella atletica, ma gli permette soprattutto di poter lavorare a gruppi per analizzare, correggere e migliorare ogni singolo reparto”.

Che cosa ne pensa della Lucchese che sta nascendo?

“Devo dire che sto seguendo la squadra da questa primavera ed in questi primi giorni di preparazione ho visto grandi cambiamenti soprattutto nel completare una rosa che sicuramente due mesi fa aveva notevoli carenze. Il lavoro fatto da Obbedio di concerto con Galderisi in questo momento sembra ottimo, acquisti e cessioni mirate, ma sarà solo il campo più avanti a dare il giusto valore a quello che è stato fatto”.

Quali differenze ci sono fra il ritiro da allenatore di una squadra di Promozione e questo ritiro?

“Notevoli, non tanto per ciò che vuoi proporre in campo ma per ciò che puoi proporre. Il tempo, i materiali e le risorse umane che hai a disposizione stabiliscono automaticamente i valori delle categorie”.

Che cosa gli rimarrà di questo ritiro a livello tecnico-tattico e che cosa si porterà dietro a livello di insegnamenti? “C'è sempre qualcosa da imparare. Ogni tecnico propone esercitazioni diverse per ottenere dal campo i suoi risultati. Mi sono piaciute soprattutto le esercitazioni proposte per la fase difensiva dove si è curato la fase di non possesso e le uscite in possesso di palla. Il modulo del 4-2-3-1 fin ora proposto da Galderisi mi sembra calzare alla perfezione con le caratteristiche dei giocatori che compongono la rosa”.

Si sbilanci, dove può arrivare questa Lucchese?

“Mi auguro ai play off, sia per l'impegno che vedo mettere in campo ai ragazzi ed allo staff, sia per i tifosi che seguono da vicino la squadra e che da quanto posso percepire hanno bisogno di tornare a gioire per i risultati della loro squadra del cuore”.

C'è un giocatore che l'ha stupita di più in questo ritiro e che non se l'aspettava?

“A dire il vero c'è più di un giocatore che non avevo visto all'opera e che mi ha colpito positivamente. Spreco una parola in più per Merlonghi e per Forte, il primo perchè aveva già toccato i professionisti ed a causa di un infortunio era ricaduto nei dilettanti, adesso vedere il suo entusiasmo in allenamento per essere tornato la dove sognava di essere è commovente. Il secondo perchè per essere a Lucca è arrivato a ridursi l'ingaggio, in un epoca dove tutti guardano ai soldi, lui è il primo ad arrivare al campo e l'ultimo ad andar via”.

Quanto le manca la panchina?

“In questo momento non mi manca per niente. Magari più avanti può darsi che mi mancherà ma per adesso è impossibile per come vedo io il calcio”.

Perchè come lo vede?

“Il calcio è passione, ma soprattutto quando mancano risorse economiche è organizzazione, ed oggi nelle squadre dilettanti manca questo. Non ci sono programmi, chiarezza e non si guarda mai a costruire qualcosa per il futuro. Siamo sempre alla ricerca del risultato immediato senza guardare se si hanno le basi per poterli ottenere”.

Insomma rifarebbe questa esperienza a seguire la Lucchese in ritiro da tifoso ed addetto ai lavori?

“Sì. Sono sempre curioso di vedere all'opera sul campo tecnici e giocatori come sono quelli di quest'anno a Lucca e avere l'opportunità di seguirli da vicino e insieme ad amici è un occasione da non perdere. Se ce ne sarà l'opportunità cercherò quest'anno di seguire la squadra allo stadio, talvolta anche in trasferta”. 



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