Galleria Rossonera
venerdì, 11 novembre 2016, 18:49
di diego checchi
La Lucchese ci deve credere, è questo il messaggio che manda Massimo Gazzoli ex portiere rossonero ed attuale allenatore dei portieri della Carrarese. Parlare con lui è uno spasso perché durante l'intervista non è mai banale e quando parla di calcio riesce sempre a centrare il fulcro della discussione. Lui segue la Lucchese da fuori ma lo fa con grande passione e spera che in questo campionato la squadra di Galderisi possa togliersi davvero delle grandi soddisfazioni. Poi parla del suo lavoro e della sua voglia di migliorarsi in quello che fa. È ovvio che con lui si affronta anche il discorso di come sia cambiato il ruolo del portiere, insomma questa è un intervista tutta da seguire, passo dopo passo, perché ricca di significato.
"È inutile stare a girarci intorno - dice Gazzoli - la Lucchese è una squadra forte. Ha tutte le carte in regola per arrivare nelle prime dieci. Se non dovesse centrare i play-off a mio avviso sarebbe una situazione a dir poco drammatica perché questa squadra ha qualità. Galderisi sta facendo un ottimo lavoro. Ho detto che la Lucchese può arrivare fra le prime 10 ma forse il vostro presidente non sarà d'accordo con me perché vedo che alza sempre l'asticella e fa bene. Quella rossonera è una compagine che può lottare senza dubbio per i primi 5 posti".
A livello di qualità come cataloga i gironi di Lega Pro?
"Credo che il nostro girone, a parte Alessandria e Cremonese che fanno un campionato a se, sia molto equilibrato. Nel girone B a mio avviso ci sono Parma e Venezia che fanno da padrone mentre nel girone C ci sono 4-5 grandi squadre che se la possono lottare per vincere".
Qual è il vero obbiettivo della Carrarese di quest'anno?
"Devo dire la verità. Non ci siamo mai posti questa domanda. Siamo partiti in ritardo e quindi all'inizio abbiamo faticato un po'. Adesso però è qualche gara che la squadra ha intrapreso un trend positivo. Vorrei ricordare che siamo uno staff giovane con un Ds che è alla prima esperienza in Lega Pro, così come il nostro mister. La squadra non può che crescere giorno dopo giorno".
Passando al ruolo del portiere, ci sono degli estremi difensori bravi in Lega Pro?
"Cito Iannarilli della Viterbese che ho avuto a Pistoia e Lagomarsini che ora è con me a Carrara. Due portieri ormai esperti per questa categoria che ti possono far fare la differenza".
Su Nobile che giudizio può esprimere?
"A me non piace mai esprimere giudizi su giocatori di altre squadre. Se proprio devo dire la mia, credo che Nobile dopo un avvio incerto stia migliorando adesso nelle ultime partite, anche se penso che poi tra qualche partita quando Di Masi sarà al cento per cento si riprenderà il posto. Nobile è un buon portiere che ha bisogno di un anno di rodaggio. Queste partite lo stanno aiutando sicuramente a crescere. Di solito in Lega Pro i tecnici alla lunga puntano per questo ruolo sempre su un giocatore esperto rispetto ad un giovane".
Che tipo di allenamenti sta facendo fare ai suoi portieri?
"Bisogna sempre variare il tipo di allenamento che si va a proporre per non essere mai scontato. Quando giocavo io si puntava sempre di più sulla quantità degli esercizi. Adesso si lavora un po'di più sulla qualità. Almeno per quanto mi riguarda tendo sempre a far lavorare i portieri che ho a disposizione, sulle situazioni di gioco che poi si verificheranno in partita. Questo è il mio credo. Mi sono accorto che in questi due anni che alleno ci sono sempre meno portieri con un alta tecnica di base ed anche su questo bisogna lavorarci molto."
Ci sbagliamo o lei da quest'anno ha aperto una scuola calcio per giovani portieri?
"Non vi sbagliate assolutamente. L'ho aperta insieme a Stefano Ciucci ed a Mauro Marchisio. Anzi ne approfitto per ringraziare la società del Capezzano che ci ha messo a disposizione il campo nella giornata del lunedì. Piano piano vorremmo coinvolgere sempre più bimbi perché siamo convinti di fare un buon lavoro insomma non crediamo di far danni. Anche se allenare i bambini è un mestiere molto affascinante ma molto difficile. Sono due mesi che abbiamo aperto questa scuola calcio e siamo contenti di quello che stiamo facendo".
A livello professionale dove vorrebbe arrivare in futuro?
"È logico che vorrei arrivare più in alto possibile ma a me interessa trovare uno staff unito che ti permette di lavorare senza particolari problemi e col massimo della collaborazione, come per esempio succede qui a Carraia, in modo da poter condividere in settimana tutte le cose che accadano all'interno di una squadra."
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