L'evento

Vernacolo lucchese, un altro premio per la Compagnia Invicta

lunedì, 28 luglio 2014, 10:19

Sabato 20 luglio si è conclusa la Rassegna di Teatro Amatoriale  Fidelitas “VIII Edizione del Premio Sandro e Marco” a Vitorchiano (VI) alla quale aveva partecipato anche la Compagnia Invicta con la commedia “Che ni farò alle donne?” di Massimo Valori, riadattata in vernacolo lucchese dal regista Cataldo Fambrini.

La vicenda narra di Cesare (un simpatico brontolone interpretato magistralmente da Arnaldo Iacopetti) e  di sua moglie Teresa (Antonietta De Benedictis) che decidono di aprire un negozio di ferramenta ricorrendo ai quattrini di Ughetta (Simonetta Bianchi), sorella di Cesare, una ricca possidente che abita a Ginevra.

Ma tutto rischia di andare all’aria per le vicende amorose dei tre figli: Andrea (Damiano Paganelli) il più grande e già fidanzato con Anna (Simona Casella), Giovanni detto Bacchiolo (Massimiliano Vitellaro) un dongiovanni incallito e maestro della “stecca” di biliardo e Michelino (Daniele Tognarelli) il più piccolo, ancora ingenuo e sempliciotto, che si incrociano tra di loro in una serie di equivoci a catena.

Sulla scena si alternano infatti due ragazze: l’avvenente Gabriella (Valentina Fambrini) - con il fidanzato Ovidio (Riccardo Dinelli) tanto geloso quanto aitante - e Assuntina (Claudia Fambrini) che, con suo padre Salvatore (Roberto Danesi) metteranno tutta la famiglia in cattiva luce agli occhi della facoltosa parente. Tutto sembra perduto, ma… nelle commedie non è mai detta l’ultima parola.

Nella serata di gala della rassegna, tra i premi assegnati dalla giuria, spicca quello per la “miglior attrice” che è andato a Claudia Fambrini per il personaggio di Assuntina con la seguente motivazione: Per un'interpretazione che riesce ad essere più di una semplice caricatura. Claudia Fambrini attira immediata simpatia e dimostra naturale comicità nella perdita e "riconquista" di qualsivoglia grazia e movenza femminile.

Grande è stata quindi la soddisfazione di tutta la Compagnia che ha inteso dedicare anche questo ennesimo riconoscimento al suo regista Cataldo Fambrini per aver valorizzato ogni personaggio, miscelando sapientemente l’esperienza dei veterani con l’entusiasmo delle giovani leve, creando così un mix vincente destinato a durare nel tempo.



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