Mondo Pantera

Passano gli anni, ma la Spal è sempre la Spal

lunedì, 15 ottobre 2012, 14:56

di fabrizio vincenti

Il richiamo della foresta? Probabilmente. A vedere lo stadio, ma, soprattutto, ad ascoltare con quanto calore i tifosi rossoneri hanno sostenuto la Lucchese contro la Spal, viene naturale pensarlo. Si è trattato di un'altra bellissima pagina di questa tifoseria troppo spesso bistrattata, spesso decimata da eventi di ogni genere come in poche altre parti d'Italia, talvolta data per morente, ma che ha sempre, proprio come una pantera, la capacità di graffiare con un movimento improvviso, con un gesto che sorprende, e che commuove. 

Sabato scorso, sentire tutto lo stadio sostenere i rossoneri ci ha fatto venire i brividi e francamente siamo arciconvinti che sulla capacità di tenere il risultato da parte dei ragazzi di mister Innocenti, frutto di una grande forza di nervi,  uno spazio lo trovi anche quel tifo caldo, continuo, vivo, forte. Come da tempo non si sentiva. Non era, per intenderci, un sostegno di circostanza, come di chi, passateci l'espressione, deve timbrare il cartellino da tifoso. Il boato al gol di Canalini ha avuto i tratti del ruggito. Passano gli anni, ma per chi è cresciuto con il mito dei 6000 dell'invasione di Ferrara, quella con la Spal non è e non sarà mai una partita qualunque.

Anche il vostro cronista, appollaiato in tribuna stampa, non ha potuto trattenere un grido belluino al gol di Canalini, come pure prendersela con l'arbitro al momento dell'espulsione di Aliboni, un rosso a dir poco senza buon senso. Interferendo (acusticamente) con il lavoro del grande professionista che è Guido Casotti. Ma, per stavolta, fanculo l'aplomb. Salvo poi ricomporsi ma iniziare la solita sequela di scaramanzie per far passare il tempo e mantenere inviolata la porta di Casapieri. Fosse stato per noi, avremmo volentieri voluto sentire il triplice fischio dell'arbitro al sesto del primo tempo. Appena terminata l'esultanza di Canalini e soci.

E poi, qualcuno, continua a parlare del calcio come di uno spettacolo. Nick Horby, in "Febbre a 90'", ricorda come non esista spettacolo dove gli spettatori vorrebbero finisse lo spettacolo pochi minuti dopo il suo inizio. Il calcio, quando si vince, offre anche questo. Come offre una dilatazione del tempo, che si accorcia a non finire quando si perde e i minuti scorrono all'impazzata. E' una delle tante magìe che offre il pallone. E noi ce le teniamo strette. Gli altri si accomodino pure a teatro o dove credono.

 



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