Mondo Pantera
martedì, 4 dicembre 2012, 10:20
di fabrizio vincenti
A noi, a costo di andar controcorrente, pratica in cui siamo specializzati, la Lucchese di Pistoia non è dispiaciuta. Sul piano del gioco ci è parsa nettamente superiore alla Pistoiese, ha più volte provato a andare sul fondo e crossare, al termine di una rete di passaggi che indicano uno schema di gioco, non il tentativo di buttare il pallone a casaccio.
Di contro gli arancioni, un po' come era successo in coppa Italia (un campo che porta davvero iella, quello di Pistoia...) hanno messo sul terreno una maggiore cattiveria, magari anche più confusione nel gioco, ma, in queste categoria, a volte, premia più l'ardore che altro. La Lucchese, però, non ci è parsa quella distratta e moscia di alcune prestazioni recenti, e nemmeno quella rassegnata di Massa. Ha fatto la sua gara, ha forse osato poco, specie nel primo tempo, ma non è stata affatto a guardare. Anzi.
A ben vedere, se anziché sui piedi di Lima le due occasioni finali fossero capitate a qualcun altro, forse staremmo qui a parlare di tre punti che avrebbero spedito di nuovo in orbita i rossoneri. E a celebrare la tripletta di vittorie in sette giorni. Chissà: se mister innocenti avesse effettuato prima il cambio tra un Brega in ombra e Canalini, forse sarebbe potuto cambiare qualcosa. Ma sono solo chiacchiere, la realtà dice che ha vinto la Pistoiese e non c'è controprova che tenga.
Il calcio, del resto, almeno a queste latitudini, guarda prima di tutto al risultato. E allora proviamo a capire cosa non sta andando o, per meglio dire, cosa manca ancora per sperare che la formazione di mister Innocenti possa davvero ambire al salto di categoria, una opportunità che alla luce della riforma dei campionati sarebbe da cogliere al volo. Pena il rischio di restare a tempo indeterminato in queste categorie infernali.
Manca, a nostro avviso, qualche giovane di qualità. Diciamolo chiaramente: soprattutto gli esterni di attacco non hanno impressionato. Salvo rare prestazioni non sono riusciti a incidere come avrebbero dovuto. E non ci si venga a parlare di età: in qualunque categoria i giovani, se valgono, si notano. Sarà un problema di ambientamento, sarà altro, resta il fatto che la Lucchese ha l'attacco meno prolifico tra le prime otto squadre. Se non segnano Brega o Canalini sono dolori. La difesa, invece, continua a essere la migliore del girone.
Dunque se due più due fa quattro, Bruno Russo e la società, a breve, dovrebbero provare a intervenire dalla cintola in avanti. Oltrettutto le alternative in panchina non è che abbondino, anche se i recuperi di ormai imminenti di Chianese e di Da Silva, quest'ultimo comunque da scoprire in categoria, garantiranno altre soluzioni. Il punto però è che se questa squadra non regge le due punte, si deve dotare di esterni in grado di garantire superiorità, di saltare l'uomo, di rendersi pericolosi e, magari di fare pure gol. Altrimenti sono dolori. O meglio, si rischia di dover contare sui soliti due-tre giocatori per sbloccare le gare. Fermo restando, come ha detto Russo, che se la Pistoiese ambisce al salto, non si comprende come non possa essere della partita anche la Lucchese.
Due parole sui tifosi: non mollate. A Pistoia, nel primo tempo, siete stati splendidi. Dal campo si sentivano solo la curva ospiti e qualche flebile voce dei supporter arancioni. Nella ripresa, a onor del vero, l'ambiente si è raffreddato e la doccia fredda finale ha riproposto il solito quesito: possibile che ogni volta che la Lucchese porta in trasferta molti tifosi finisce per perdere? Sì, possibile. E allora? Non mollate. Ne avete viste di peggio di mazzate. E continuate a incitare i ragazzi di mister Innocenti che, a fine gara, non a caso, hanno ricevuto cori e applausi. Segno che l'impegno è stato visto e apprezzato.
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