Mondo Pantera : frammenti di viterbese-lucchese

Carpe Diem Pantera

sabato, 4 novembre 2017, 13:57

di andrea bechelli

La sfida in terra di Tuscia si è aperta col clima della festa sugli spalti. Ad ogni incontro fra Viterbese e Lucchese possiamo sempre apprezzare striscioni di amicizia e attestati di stima fra le due tifoserie, unite nel comune odio verso Pisa. Però la Viterbese, costruita in estate da patron Camilli per osare e per non lasciare niente di intentato, dopo il cambio di allenatore era chiamata a fare bottino pieno in casa. 3-5-2 speculare per le due compagini. La Lucchese riesce a manovrare meglio e nonostante il divario tecnico fra le due rose, arriva a creare più di un pensiero a Iannarilli nel corso del primo tempo. Sicuramente grazie ai suoi pezzi da novanta. Metà campo lucchese. Scarico dei difensori su Damiani. Lancio millimetrico verso la trequarti avversaria. Fanucchi spalle alla porta riceve e di prima serve DeVena o premia l'inserimento di Merlonghi, Cecchini, Arrigoni o Nolè. Questa l'azione-tipo, studiata da mister Lopez per bypassare il traffico del centrocampo. I rossoneri sono sembrati più vogliosi nel portare a casa i tre punti, giocando a tratti a memoria e mostrando qualità e quantità.

Alla fine della fiera il tabellino dell'arbitro recita 2-2. Due volte in vantaggio e due volte ripresi. Bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. Un po' per il punto conquistato su un campo difficile, un po' per tutto ciò di buono è stato fatto in campo e ripartire da questo, al netto dei tanti infortuni che hanno rimaneggiato la Pantera. Cogliere ogni nota positiva, giorno per giorno, e migliorarla di pari passo con ciò che non ha funzionato. La Lucchese ha sbandato un po nella seconda frazione, concedendo due volte il pareggio sulle uniche disattenzioni difensive e del resto anche le più significative palle gol viterbesi. Si sa nel calcio conta buttarla dentro, le punte gialloblù hanno un certo valore tecnico e non hanno difettato in cinismo, nonostante l'assenza di un certo Jefferson.

È vero, complice è stato il calo fisiologico dei rossoneri che hanno speso molto, gettando ancora una volta il cuore oltre l'ostacolo e con grinta e caparbietà tornare in vantaggio nel momento di maggior difficoltà, ancora una volta con una bella azione corale: laziali che perdono palla in attacco, 4 rossoneri si lanciano in contropiede, Fanucchi porta palla fino alla trequarti d'attacco per poi servire in profondità la sovrapposizione di Merlonghi, linea di fondo campo, pallone indietro verso il centro dell'area dove DeVena calcia a rete a botta sicura, rimpallo sui difensori davanti a lui e palla che finisce a Nolè, quasi a premiarlo che aveva seguito l'azione dall'altra parte,è da solo. Tiro. Gol. Mancava da tanto, troppo tempo. E un po ci ha fatto ricordare con i suoi inserimenti con gol annesso il miglior Nolè dell'era Pagliuca. La partita dei rossoneri riflette un po il carisma e il carattere del suo capitano, e un po anche del vice.

Uomini di sacrificio, grinta, cuore e di quantità, più che di qualità. Sempre arrembanti su ogni pallone. Volitivi in ogni contrasto fisico e aereo. Senza tirarsi mai indietro. In continuità con la partita precedente, la Lucchese dà ancora prova di cuore e carattere. Che si tira indietro solo se stremata. Lopez da uomo vero quale è, è riuscito a plasmare un buon gruppo di uomini prima che calciatori, formandoli su sani principi e valori morali. Fosse stato un match di pugilato forse avremmo vinto ai punti, dato quello che abbiamo visto in campo. Probabilmente il rammarico per i 2 punti persi è meno amaro se analizziamo la prestazione. Sicuramente saranno più amareggiati i viterbesi che pensavano di fare bottino pieno contro una squadra ospite, vittima sacrificale qualsiasi. Noi non siamo "qualsiasi squadra". Si torna a Lucca a testa alta, consapevoli di chi siamo e dei nostri mezzi



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