Mondo Pantera
mercoledì, 25 aprile 2018, 17:38
di maurizio silva
Il numero 10 non è un numero come tutti gli altri per chi ama il calcio. È un numero che fa sognare, a volte pesante da portare sulle spalle, ma sempre qualcosa di speciale che evoca giocate e colpi che spesso sono vere e proprie magie. Nel nostro caso, è un numero che oggi identifica pienamente il vero protagonista degli ultimi anni rossoneri. Jacopo Fanucchi, il numero 10 rossonero, infatti col gol siglato domenica, sale a quota 10 reti in campionato, raddoppiando così un 10 da lode che si merita in pieno. Come, tra le varie cose, si meriterebbe di portare con continuità la fascia di capitano, visto il carisma e la classe che ha dimostrato in questi anni e la continuità che lo fa sembrare un ragazzino se confrontato ai rendimenti e alle qualità che giocatori più giovani di lui mostrano in campo.
La decima rete l’ha siglata sotto gli occhi di Grassini e Lucchesi, prossimi (forse...) depositari delle sorti rossonere. E allora la speranza di vedere una rifondazione pesante di questa società, che abbia delle ambizioni adeguate al calibro del passato sportivo di Lucchesi (lontane quindi anni luce da un “quieto” vivacchiare tra play out e play off) che si basi sul 10 rossonero è veramente forte.
Jacopo si è fatto perdonare ampiamente quell’errore innominabile di qualche anno fa; ci ha levato le castagne dal fuoco continuamente, ci ha dato la possibilità di avere qualche raggio di sole nel buio dell’approssimazione tecnica che è purtroppo diventata norma nella Lega Pro, ci ha ricordato giocatori e momenti decisamente migliori di quelli attuali. E questo, nel grigiore generale e nello sconforto che hanno assaporato i tifosi rossoneri, non è poco.
Oltre a questo, cosa da non scordare, è lucchese, ha una bella famiglia radicata nella città come tante altre ed è un ragazzo che si può portare ad esempio per comportamenti (erroraccio a parte…) e professionalità. Insomma un simbolo (ma non statico, incartapecorito) del quale una rinascita ambiziosa dei colori rossoneri non può e non deve fare a meno. C’è bisogno di una Lucchese vincente, c’è bisogno che il suo capitano sia lucchese e che sia cresciuto in settori giovanili della nostra città. C’è bisogno che i bimbi si rivedano in lui e che sognino di diventare un 10 rossonero, in una squadra che si vede in tv e che non ha nulla da invidiare alle altre con cui si gioca a Fifa18 sulla playstation. Anzi, una squadra che la ritrovi ANCHE sulla Play Station.
C’è bisogno che la Lucchese costruisca un rapporto vero, pieno finalmente di reciproca fiducia e rispetto, con le mille realtà che formano il calcio giovanile a Lucca e che da sempre hanno un rapporto di odio-amore (poco, molto poco), con la squadra della nostra città. Per questo Lucchesi, se l'operazione andrà a buon fine, dovrà lavorare a cucire e ricucire, creando un rapporto che non da ora, è praticamente inesistente se non fatto addirittura di insofferenza. Ci sentiamo di dare un consiglio: nello scegliere il nuovo responsabile del settore giovanile, un pensiero e anche più di quello, lo faccia su Massimo Morgia, persona onesta, preparata, con idee che vanno a nozze con la visione di calcio come la si vorrebbe avere per la nostra città. Sarebbe scegliere un grande professionista che ama visceralmente Lucca e la Lucchese e che darebbe anima e corpo nella creazione di una scuola di calcio e di vita per costruire i Fanucchi del domani. Questa sarebbe veramente una Lucchese dei lucchesi, non tanto in chiave economica (che come visto è più che altro un sogno sempre svanito) quanto in chiave sportiva.
Per chiudere, la foto allegata è quella del rigore segnato a Parma nei play off dello scorso anno dal lucchesissimo Jacopo. Dietro c’è un muro gialloblù che ci ha fatto riassaporare il calcio che conta. Chi era presente, ha sentito chiarissimo il profumo e il richiamo di stadi e campionati che ai più giovani sono solo immagini in tv. Lasciamo che venga conclusa questa trattativa snervante, ma dal giorno dopo…
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