Mondo Pantera
venerdì, 3 aprile 2026, 09:08
Prosegue il successo della trasmissione Cuore Rossonero, che continua a entrare nel cuore dei sostenitori della Pantera. Ieri sera è andata in onda l’undicesima puntata, condotta dal giornalista de Il Tirreno Michele Masotti, prodotta da Retemia e registrata all’interno del Museo Rossonero grazie alla preziosa collaborazione con Lucca United.
La serata ha visto diversi ospiti in studio. Byaze ha fatto il punto sulla stagione del Futsal Lucchese, mentre Nicola Mosa, tifoso storico, ha accompagnato il pubblico in un emozionante tuffo nel passato. Una carrellata di fotografie ha ripercorso momenti significativi della storia rossonera, suscitando ricordi e applausi tra i presenti. Protagonista della puntata è stato l’attaccante rossonero Facundo Piazze, che ha raccontato la sua storia personale e il legame con Lucca.
«Sono nato con il pallone – ha spiegato – mio padre e mio nonno mi hanno trasmesso questa passione. In Uruguay il calcio è una religione: i bambini sognano di diventare calciatori e giocano per strada. Ho iniziato a quattro anni nella scuola calcio vicino a casa, poi ho proseguito nel settore giovanile nel mio Paese. A 17 anni sono andato via di casa: non conoscevo il mondo fuori, ma c’era un’opportunità e l’ho colta. Volevo giocare a calcio e questo percorso mi ha fatto crescere anche come uomo».
Piazze ha poi raccontato l’impatto con la realtà rossonera: «Fin dal primo giorno, già dalla prima amichevole in ritiro, ho capito che la Lucchese era di un altro livello. La gente e il sostegno che ci dà meritano palcoscenici più importanti. Quando il mio procuratore mi ha parlato di Lucca mi sono informato sulla storia e sul tifo e ho detto subito sì». Sul gol più bello non ha dubbi: «Quello in Coppa Italia contro il Viareggio. Era una partita importante, molto sentita: mi sembrava di giocare in Champions League».
L’attaccante ha parlato anche del rapporto con mister Pirozzi: «Con lui ho un ottimo rapporto, tratta tutti allo stesso modo. La gestione del gruppo è fondamentale e si vede sia in campo che fuori. Mi trovo bene con tutti i compagni, c’è sempre da imparare, soprattutto dai più esperti. Tra i giovani mi ha colpito Riad, ha grande potenziale, ma il livello è alto per tutti».
Spazio anche al significato della sua esultanza: «L’arco dopo i gol l’ho iniziato lo scorso anno. È dedicato alla mia famiglia che è lontana e a mio nonno che non c’è più».
Sul campionato: «Il girone è molto difficile, ogni partita è una battaglia. Ci sono squadre forti come Zenith e Viareggio. Il 12 aprile sappiamo quanto sia importante la gara e dove può portarci: siamo sereni e concentrati, ma affronteremo un avversario tosto».
Infine un messaggio alla città: «Spero che tutta Lucca sia con noi. Ringrazio i tifosi per l’affetto che mi dimostrano. Mi piacerebbe restare e magari misurarmi con una categoria superiore».
Una battuta anche sull’Italia fuori dal Mondiale: «Mi dispiace. L’Italia è una potenza del calcio mondiale e senza di lei il Mondiale non sarà lo stesso: è un Paese dove si respira calcio».
All’interno della puntata non è mancato il momento per festeggiare il compleanno dello stakanovista rossonero Massimo Santerini, il pubblico in sala è esploso cantando in diretta tv ‘Tanti auguri a te’.
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