Porta Elisa News

I tifosi rossoneri violenti? Guardate queste foto

giovedì, 31 ottobre 2013, 07:48

Tifosi rossoneri violenti? Chi segue abitualmente le vicende della Lucchese e dei suoi tifosi, probabilmente, non ne ha nemmeno bisogno. E' sempicemente una conferma, ma per chi è meno avvezzo a frequentare gli stadi, sarebbe meglio dire i campi sportivi, dove i supporter rossoneri si trovano a percorrere la "via crucis" della serie D, può essere una sorpresa, dopo il provvedimento del giudice sportivo che ha chiuso per un turno il Porta Elisa a seguiti del lancio di alcuni oggetti in campo a Castelfranco Veneto nel match contro la Thermal Ceccato. 

Le foto che vedete sono arrivate in redazione da un tifoso che era a Castelfranco. E dicono tutto su come si improvvisi la stessa sicurezza in questa categoria davvero di dilettanti, a partire dai dirigenti federali. A Castelfranco, nel settore dove hanno preso posto i supporter rossoneri, c'era di tutto. Compreso mattoni pronti all'uso per eventuali malintenzionati. Di più: il cancelletto che immetteva al campo era aperto. Dunque se qualcuno avesse voluto provocare disordini, avrebbe avuto addirittura l'accesso diretto al campo. 

Nulla di tutto ciò è successo, eppure la Lucchese e i suoi tifosi si trovano a fare i conti con una squalifica a dir poco grottesca imposta dagli organi federali, così rigidi quando vogliono da sanzionare con un turno a porte chiuse il lancio di una bottiglietta, qualche schizzo di birra e una ciabatta volata sul terreno. E se ci fosse stata invasione di campo quanti turni o episodi seriamente gravi quanti turni avrebbero comminato? Viene da chiedere, in questa Italia dove conta, anche nel calcio, solo o quasi il peso politico, quanto conti quello della Lucchese. Probabilmente zero. Nonostante le tante iniziative, alcune delle quali in programma anche domenica prossima, per riavvicinare famiglie e bambini allo stadio. Questi organismi federali sono buoni solo a indire domeniche contro il razzismo, per la fame nel mondo e qualche altra iniziativa che si limita a far mettere una maglietta alla terna e ai ventidue in campo, accompagnata dal solito triste, rituale messaggio letto dallo speaker di turno. Che nessuno sente.




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