Porta Elisa News
lunedì, 21 luglio 2014, 09:30
di diego checchi
Elia Chianese arriva in accappatoio ed è spontaneo, dice quello che pensa senza fare troppi giri di parole: E' al terzo anno in rossonero, ormai è davvero una colonna di questa squadra, uno degli elementi trainanti del gruppo che ha conquistato una promozione bellissima. Ora, però, è sempre alle prese con l'infortunio che lo "azzoppò" proprio sul finire della stagioene scorsa.
“Mi chiedete della mia condizione? Ebbene devo dire che non sono ancora a posto, ho dolore al piede e sto aspettando l'ok del medico per poter ricominciare ad allenarmi con il gruppo”.
Cosa pensa della squadra?
“È difficile dare un giudizio per ora, ci sono giocatori che andranno in Berretti ed altri ancora senza contratto. Il mio auspicio è che possa tornare qualche altro elemento della passata stagione”.
Secondo lei, come sarà il tasso tecnico in Lega Pro visto che ha già avuto esperienze tra i professionisti?
“Non saprei dare un giudizio preciso vista la nuova riforma del campionato e bisognerà vedere quali squadre saranno nel nostro girone. Credo comunque che sarà un campionato molto difficile”.
Com'è iniziato questo ritiro?
“Il ritiro è iniziato nel migliore dei modi perchè qui a Coreglia c'è gente con un gran cuore e non ci fanno mancare niente. In carriera ho fatto ritiri in strutture a 5 stelle ma il ritiro qui a Coreglia non ha paragoni”.
Una domanda di carattere generale: come vede il calcio in Italia di questi tempi?
“Male e mi sembra che sia sotto gli occhi di tutti. Abbiamo avuto un apice negli anni '90 quando, con la legge Bosman, si sono aperte le frontiere e c'è stato l'arrivo di un gran numero di campioni dall'estero. Purtroppo, però, in questo modo si sono trascurati i vivai e di questo ne stiamo pagando le conseguenze adesso”.
Secondo lei, allora, cosa servirebbe per riportare il calcio agli antichi fasti?
“Serve tempo e un cambio radicale di mentalità, a partire dalle società che dovrebbero fare investimenti importanti nel settore giovanile e non aver fretta di cogliere i frutti”.
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