Porta Elisa News
giovedì, 17 settembre 2015, 14:27
di diego checchi
Francesco Baldini spiega come intende preparare la partita con la Maceratese, il terzo impegno di campionato, anche alla luce dei pregi e difetti dei prossimi avversari dei rossoneri. Sarà un partita diversa da quella vista contro la Lupa Roma.
Che squadra è la Maceratese?
“È una squadra che non gioca tantissimo, che usa i due attaccanti davanti che sono due giocatori fisici. Kouko è un giocatore molto forte fisicamente mentre Ganci è più di appoggio. Sarà una partita diversa rispetto alla Lupa Roma perchè difficilmente giocano palla da dietro, quindi non potremo andare a pressarli alti”.
Allora come verrà affrontata?
“Non dovremo lasciare spazio alle spalle per potergli far attaccare la profondità, anche se il nostro modo di giocare rimarrà il solito”.
Come sta Mori?
“Non è ancora al cento per cento. Non ho fretta perchè il reparto difensivo sta crescendo e chi ha giocato al suo posto sta facendo bene. Non ho voglia di rischiare Mori, vorrei metterlo in campo quando starà perfettamente bene e sarò sicuro di non dovermi giocare una sostituzione dopo 60/70 minuti. Intanto facciamo le amichevoli come quelle di ieri quasi apposta per lui”.
Cambierà qualcosa a centrocampo?
“Non ho ancora deciso. Finora la Maceratese ha giocato saltando il centrocampo e cercando direttamente le punte. Non hanno centrocampisti costruttori di gioco, difficilmente giocano dal mezzo. Comunque non ho ancora deciso se cambiare qualcosa a centrocampo anche perchè chi ha giocato domenica scorsa ha fatto molto bene”.
Rispetto alla trasferta di Ferrara sarà una partita diversa, anche perchè sapevamo che la Spal era un avversario più importante.
“Psicologicamente non cambia niente e io, nel preparare una partita, non faccio differenze tra giocare in casa e fuori. È chiaro che si possa faticare più con una squadra come la Spal che si chiude tutta dietro la linea della palla rispetto ad un'altra che lascia spazi”.
Come ha visto i ragazzi in settimana?
“Le vittorie aiutano. In questa settimana i ragazzi avevano un altro spirito, li ho visti in crescita, sui movimenti e fisicamente. Il morale alto fa crescere”.
Gli allenamenti sono brevi ma intensi.
“Non è la mia filosofia tenere in campo i giocatori due ore e mezzo a fare l'undici contro zero mentre parla l'allenatore. Preferisco fare più intensità senza interrompere troppo il gioco. In Italia correggiamo durante gli allenamenti ed interrompiamo l'intensità. Io preferisco correggere i ragazzi a fine allenamento”.
Cosa ne pensa del ritorno del caldo?
“Non ci aspettavamo di dover tornare a boccheggiare, ma fa sempre caldo per tutte e due le squadre, mai per una sola”.
Qualche risultato che l'ha sorpresa nelle prime due giornate?
“Sapevamo che la Spal era una squadra forte, ma altre grosse novità non ne ho viste. Il Santarcangelo gioca un buon calcio ed è una buona scoperta”.
Quanto tempo ci vorrà per vedere la Lucchese che vuole Baldini?
“Non faccio un calcio dove ho inventato qualcosa, ma il mio modo di pensare si basa sul gruppo, sul concetto di squadra, quindi ci vuole un po' di tempo. Manca un po' di cattiveria nel pressing, sul credere in quello che stiamo facendo. Chiedo di conquistare la palla in alto e non è semplice spiegarlo a dei giocatori di una certa età: ho visto giocatori più giovani andare in avanti rispetto ai più anziani che magari tendono a coprire. Non è facile smontare questa cultura”.
Abbiamo visto che lei vuole che la palla venga giocata a partire dalla difesa.
“Sento il pubblico che si spaventa e ci sta che prima o poi si prenda anche gol. Però se riusciamo ad uscire da una situazione di pressing, possiamo fare male agli avversari. Questa è una cosa che chiedo espressamente io e se qualche volta i ragazzi sbaglieranno, mi prenderò tutte le colpe personalmente e senza problemi. È logico che anche ii giocatori devono saper leggere quando dover buttare la palla in tribuna oppure di giocarla”.
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