Porta Elisa News
domenica, 1 gennaio 2016, 15:47
"Non mi sono stancato: quando sono arrivato avevo un entusiasmo persino minore, ma non ci dimentichiamo che sono arrivato per gestire il 51 per cento e ora mi ritrovo quasi il 90": parole del presidente rossonero Andrea Bacci durante l'ultima conferenza stampa, tenuta dopo la gara con l'Olbia. Un'affermazione, quella del numero uno, più volte sottolineata: la necessità di riequilibrare le quote è al centro di un confronto, anche duro, che va avanti da tempo con i soci lucchesi.
Ma la realtà sembra invece andare in altra direzione. Bacci si è incontrato con i soci lucchesi in questi giorni, una delle quali poco dopo la fine del match con i sardi, e sul tavolo l'ipotesi sarebbe quella di cedere tutto il 33 per cento che detiene, di fatto eliminando la sua presenza, almeno come persona fisica, nel sodalizio. Una mossa che unita alla impossibilità di ricapitalizzare l'atro 54 per cento che l'imprenditore detiene atttraverso la Coam (sua al 90 per cento) decreterebbe la sua totale uscita di scena da Lucca. A quel punto, non resterebbe che prendere l'autostrada in direzione Firenze.
Coam, infatti, sia che il 21 gennaio il tribunale accetti il piano di concordato preventivo, sia che lo rigetti, ovvero faccia fallire l'azienda edile, non potrà, visto lo stato di difficoltà in cui versa, ricapitalizzare e dunque la sua quota sarà offerta in prima battuta ai vecchi soci. Che a quel punto, se nel frattempo si sarà concretizzata la cessione del pacchetto personale di Bacci, non saranno altri che i soci di Lucca, ovvero Lucchese Partecipazioni, Lucca United, Arnaldo Moriconi, Moreno Micheloni.
Se questo scenario dovesse prendere quota, Bacci, che non ha mai pubblicamente affermato di voler cedere la società, definendo solo approcci o poco più i contatti avuti, potrebbe mettere fine alla sua esperienza alla Lucchese. A ballare, sul tavolo, sarebbe soprattutto il pregresso, ovvero quanto Bacci, anche in sede di ripianamento deve ancora coprire, tenendo presente che da quando è iniziata la nuova stagione i versamenti di Bacci e di Coam sono stati a dir poco con il contagocce, lasciando l'onere della gestione alle entrate (modeste) e all'intervento dei soci lucchesi.
I quali, qualora l'operazione andasse in porto, è molto probabile che provino a cercare nei mesi successivi nuovi partner (anche verificando l'esito dei tentativi messi in pista dai sindaci della Piana) per garantire una gestione equilibrata. I costi, pur non essendo particolarmente elevati, pare chiaro che non potranno gravare solo sul gruppo di imprenditori che in questi anni hanno contribuito a garantire ossigeno alla Pantera. Servono forze nuove e denaro fresco.
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