Porta Elisa News
venerdì, 15 dicembre 2017, 07:48
di fabrizio vincenti
La Lucchese è sul punto di essere ceduta. Questione di ore, anche se alcuni sostengono che sia già tutto fatto. E a comprare il club rossonero dalle mani di gente che ha assicurato per mesi che non si sarebbero scelte strade "pericolose" saranno in nome e per conto ufficialmente ancora non si sa di chi, sono i due avvocati pisani che da settimane gravitano nella tribuna del Porta Elisa e in particolare a divenire temporaneo proprietario sarà Michele Cioni.
Negli ultimi giorni gli incontri si sono intensificati e anche sino al tardo pomeriggio di ieri uno dei due personaggi si è intrattenuto a lungo negli uffici dello stadio a colloquio con Arnaldo Moriconi che pur non ricoprendo cariche nella Lucchese e disponendo del solo 10 per cento della società, sulla carta, è colui che decide e dispone, alle firme, poi, pensano altri. Dietro i due avvocati, naturalmente, c'è l'accoppiata Matteo Anconentani e Pietro Belardelli, proprio colui che nei mesi scorsi un po' tutti i soci con l'eccezione del reale proprietario della Lucchese, Arnaldo Moriconi, si erano affannati a cercare di escludere il suo arrivo, oltre ai due da chiarire i nomi degli imprenditori che entrerebbero, tutti da scoprire. Come controvalore per la cessione di parla di circa 700mila euro pagabili nei prossimi mesi con un anticpio di 100mila al momento della sottoscrizione del contratto preliminare. L'avvocato Michele Cioni, secondo gli accordi, sarebbe il proprietario sino a quando dal contratto preliminare non si dovesse passare a quello definitivo.
L'epilogo, naturalmente, prevede il passaggio delle quote di maggioranza di Lucchese Partecipazioni, che detiene l'88 per cento della Lucchese. A avallare l'operazione, oltre che Arnaldo Moriconi, il regista dell'operazione, i soci Carlo Bini e Gianni Nannini. Da sottolineare il comportamento ambiguo dei vertici della Lucchese verso il Comune di Lucca. Grazie anche a una mirata campagna stampa, era stato ribadito più volte come la società fosse in attesa di una risposta e di una riconvocazione a palazzo Orsetti per incontrare gli imprenditori del territorio interessati a entrare a qualche titolo nella Lucchese. Chiacchiere amplificate da qualche megafono.
Le parole dell'assessore Marchini pronunciate ieri levano ogni dubbio: è la Lucchese che ha evitato di fare i passi che doveva fare e che aveva annunciato anche attraverso un comunicato di fare, ovvero restituire il documento base per l'incontro con le proprie controdeduzioni. E nemmeno rispondendo alle sollecitazioni. Un giochino a dir poco imbarazzante, ma che chiarisce oltremisura come da parte della società si guardasse, da mesi, solo alla pista Belardelli. Un giochino che fa il paio con le smentite, sempre a cura della coppia Moriconi-Bini, sulla vendita ravvicinata della società. il tutto mentre le trattative erano e sono in pieno corso.
L'arrivo dell'accoppiata Belardelli e Anconetani, quest'ultimo con mire da uomo mercato, rischia, tra l'altro, di mettere fine all'esperienza in rossonero di Antonio Obbedio ma anche di Giovanni Lopez. Par la panchina rossonera, in prospettiva, circola il nome di Antonio Cuoghi. Per quanto allontanare allenatore e direttore sportivo responsabili di importanti successi sia un'operazione a dir poco singolare, il nuovo corso potrebbe prevedere ribaltoni di questo genere per insediare uomini vicini alla nuova maggioranza.
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