Porta Elisa News
lunedì, 18 maggio 2020, 15:31
"Siamo partiti quasi tre anni fa appoggiando Gravina con le intenzioni di fare le riforme e questo ultimo decreto Conte ci dà la possibilità di intervenire. Sono troppe 100 squadre professionistiche. Ed è evidente che abbiamo una occasione unica". Cosimo Sibilia, potente presidente vicario della Figc e presidente della Lega Dilettanti, in un'intervista a Il Mattino fa il punto a 48 ore da un Consiglio federale che può (forse) dare la svolta al calcio italiano.
Sibilia indica anche quante squadre professionistiche dovrebbero esserci nel futuro del calcio italiano. "Non più di sessanta. Ed è evidente che siamo alla vigilia di una ecatombe causata dal Coronavirus che avrà conseguenza gravissime soprattutto sul calcio minore. Stimiamo che almeno il 30 per cento dei club dilettanti non potrà iscriversi. Ma credo che la Lega Pro e anche la serie B avranno grossi problemi, anche qualche club di A pagherà un prezzo amaro".
Si parla di un format con la B allargata a 40 squadre e la scomparsa della Lega Pro: "È una soluzione, certo, quella dei due gironi per la serie B ma ce ne sono anche altre. La questione fondamentale è che ora c’è da riformare il calcio italiano. E bisogna farlo. Perché non reggiamo più un sistema da 100 squadre professionistiche. Un sistema dove una squadra di Lega Pro ha le stesse incombenze fiscali della Juventus".
Quanto all'ipotesi dello stop del Consiglio federale decreterà per la Lega Dilettanti, Sibilia conclude così: "Questo è un protocollo che persino le società più importanti fanno fatica ad attuare. Per noi è irricevibile. Qui non si tratta solo di non poter sostenere i costi dei tamponi o di un ritiro chiuso ma ci sono questioni di ogni genere che non sono risolvibili".
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