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Lucchese, ecco il quarto fallimento: ora è corsa contro il tempo per salvare il ramo sportivo

giovedì, 22 maggio 2025, 07:09

Non c'è tre senza quattro: la Lucchese 1905 è stata dichiarata fallita quest'oggi dal Tribunale cittadino. E' la quarta volta dal 2008 ad oggi: prima nel 2008, sotto la proprietà Fauzi Hadj, poi nel 2011 con Cipriano e Valore, poi nel 2019 con Castelli e Ottaviani condannati di recente insieme a Arnaldo Moriconi a pene detentive e ora ecco il quarto fallimento in nemmeno venti anni. Il collegio dei giudici ha dichiarato fallita la società attualmente nelle mani di Benedetto Mancini e che negli ultimi quattro mesi aveva cambiato proprietà ben quattro volte senza che nessuno fosse intervenuto né a versare denaro né a pagare debiti verso fornitori e atleti. 

Il Tribunale ha nominato curatore fallimentare Claudio Del Prete che si è già occupato del fallimento della Lucchese nel 2019.  Ora sarà corsa contro il tempo: come noto Afffida srl, attuale sponsor dei rossoneri, ha dichiarato anche durante l'udienza prefallimentare di ieri di rendersi disponibile (dietro di essa sarebbe un fondo internazionale) per rilevare il ramo sportivo e garantire, pagando tutti i debiti legati ad esso (ovvero stipendi e contributi ai giocatori e staff) l'iscrizione al prossimo campionato.

La via è molto stretta: il curatore dovrà individuare un perito che valuti la base del prezzo dell'asta che dovrà essere tenuta non oltre il 3-4 giugno prossimo, per consentire poi all'acquirente di procedere con i pagamenti dovuti (entro il 5 giugno) e depositare poi tutta la documentazione entro il giorno successivo in Lega Pro. Strada stretta, decisamente stretta, ma sulla carta non impossibile. Affida srl (ma anche altri eventuali altri soggetti interessati) dovrebbe nel frattempo dare vita a una nuova società da affiliare alla Figc in cui far convergere il ramo sportivo della Lucchese una volta assegnato lo stesso tramite l'asta. 

Come noto, a richiedere il fallimento sono stati numerosi soggetti: il sindaco revisore Varetti, i giocatori, la Procura della Repubblica e altri creditori. Ora, ci saranno da valutare anche le eventuali responsabilità penali che potrebbero aver generato il dissesto, ovviamente verificando quanto è stato fatto o non fatto negli ultimi due anni, dunque anche sotto la gestione Bulgarella e Lo Faso che hanno ceduto nel gennaio scorso la società a soggetti privi di qualunque consistenza economica come hanno dimostrato i fatti nelle settimane successive.

 

 




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