Rubriche : l'osservatore romano
lunedì, 27 ottobre 2014, 13:00
di andrea pasqualitti
Ormai neanche su rigore, peraltro concesso abbastanza generosamente, la Lucchese riesce a segnare. Sono cinque partite che i rossoneri non violano la porta avversaria, di per sé potrebbe essere legato a molti fattori, sfortuna, pali, traverse, miracoli dei portieri avversari, purtroppo così non è, le sconfitte patite nelle ultime giornate, sono figlie di un gioco senza sbocchi e senza luci, le conclusioni si possono contare in totale nelle dita di una mano.
Se non si tira in porta difficilmente si fanno gol, si è sempre parlato io per primo della mancanza di una punta di esperienza che potesse andare in doppia cifra, ma anche ieri, prima con Strizzolo e Ferrante, poi con Biasci e Ravicevic la musica non è cambiata, nel primo tempo non sono stati serviti alle punte palloni da poter trasformare se non in gol, quantomeno in qualcosa che ci si avvicinasse, nel secondo tempo, e questa è una costante, i rossoneri hanno tenuto sempre il pallino del gioco ma anche in questo caso non c'è stata nessuna conclusione degna di nota.
Quindi "Cosa altro si attende??? ", il famoso solco in classifica si sta ormai consolidando, ma a scapito della Lucchese, non si è mai messo in discussione l'allenatore o l'impegno di questi ragazzi, ma ormai bisogna rendersi conto che parliamo di carenze strutturali, le squadre avversarie giocano i primi 20/25 minuti, tra l'altro senza mai schiacciare e umiliare i rossoneri, ma riescono sempre e comunque a fare il "golletto", che stante la nostra difficoltà, basta e avanza per portare il risultato a casa.
A mio modesto parere, bisogna rivedere la struttura della squadra, da voci di corridoio si vocifera la ricerca di un portiere, ma Casapieri, a parte qualche errore e sbavatura ha sempre fatto il suo, spesso limitando anche passivi più pesanti, per quel che riguarda la difesa i gol presi non sono mai irresistibili, ma spesso frutto di amnesie difensive e inesperienza, nel centrocampo, fermo restando l'inesauribile movimento di Lo Sicco e Nolè, manca l'uomo dell'ultimo passaggio o l'invenzione che apre gioco nelle difese altrui.
Per citare un esempio a noi conosciuto, il Gigi Grassi della situazione, l'attacco è sicuramente da migliorare e puntellare con esperienza e più concretezza, ma al momento con i pochi rifornimenti che arrivano alle punte anche Ibrahimovic farebbe fatica. Ora abbiamo Giovanni Galli, sicuramente grande uomo e grande conoscitore di calcio, ma serve oggi chi gioca e segna, prima che sia troppo tardi, la speranza è che il presidente Bacci, dopo tanti proclami, polemiche e uscite non proprio convenzionali, metta questo professionista che ha scelto, nelle condizioni di operare allargando un po' di più i cordoni della borsa.
Anche perché, va bene giocare con i giovani per avere i contributi, ma prendere centinaia di migliaia di euro e poi perdere la categoria per una città come Lucca avrebbe senso? E quali benefici porterebbe se non al singolo? Sicuramente di fallimenti ne abbiamo già abbastanza, ma possibile che non si trovi mai una persona che riesca a fare un lavoro e investire per creare qualcosa di solido e duraturo nel tempo? In finale nessuno ha preso Bacci tirandolo per la giacchetta e obbligandolo a comprare la Lucchese, se lo ha fatto avrà avuto i suoi motivi e la sua passione, ecco ora siamo arrivati al punto che deve spiegare perché l'ha presa e che cosa vuole fare e costruire per il futuro, è una questione di onestà intellettuale e di rispetto verso i tifosi e la città. Un saluto a tutti i tifosi della Pantera.
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